IL MALTEMPO IMPERVERSA E TONNARELLA E' SEMPRE PIU' LA NOSTRA CENERENTOLA

Rieccoci qua, a parlare di Tonnarella; sinceramente è un argomento che solitamente non ci piace trattare in quanto tutti di quella zona di Mazara del Vallo negli ultimi 40 anni hanno fatto scempio. I cittadini hanno costruito all'impazzata dato che prima di avere un piano regolatore generale questa Città ha dovuto aspettare secoli, e gli amministratori che si sono succeduti nel tempo hanno lasciato correre ed ovviamente tralasciamo di discutere sulle motivazioni di tale tolleranza.
Oggi però lo status quo impone interventi, ma già da molti hanni questo credo, e da questo maltempo tutti ne possono trarre ampia lezione ed insegnamento in quanto il dissesto del litorale fatamorgana dimostra ampiamente una situazione al quanto devastata e devastante. Sia sotto un aspetto materiale, quindi, che sotto un aspetto etico e procedurale. Ciò detto occorrono opere di somma-urgenza.
Perché somma-urgenza? Perché c'è un problema di incolumità e salute pubblica; perché c'è un problema di dissesto idrogeologico e di disastro paesaggistico ed ambientale; perché troppi anni sono passati a discutere e riparlare delle stesse cose senza mai arrivare a nulla di concreto!!!
Dimostrato che c'è la somma-urgenza possiamo dire quindi che la normativa vigente consente a tutte le autorità territoriali competenti di poter intervenire in deroga alle vigenti dispo0szioni in materia.
Arrivati a questo punto non ci resta poi che sperare che il buon Dio pio e clemente rassereni un po' questo clima lasciando a noi solo la pioggia ristoratrice e portatrice di vita per le nostre campagne.
Per il resto auguriamo a tutti ad maiore sempre.

Ernesto Certa

Maltempo: insidioso vortice a sud della Sicilia. Seguiamolo!

L'ondata di maltempo al Sud sta raggiungendo la sua piena maturità.L'intensa perturbazione risale lo Ionio ed investe in particolare le zone ioniche con fenomeni anche intensi e persistenti. Il tutto si accompagna ad una sostenuta ventilazione di Scirocco con mareggiate sui tratti esposti.
Il maltempo si accompagna ad un insidioso vortice che sta in queste ore approfondendosi sullo Stretto di Sicilia.Già il 31 ottobre 3bmeteo metteva in guardia circa la possibile formazione di un vortice molto insidioso a Sud dell'Isola.
L'immagine satellitare evidenzia il ricciolo piuttosto stretto su Pantelleria. Si muoverà a sud della Sicilia puntando dapprima Malta (con piogge intense e venti forti) e poi lo Ionio meridionale. Entro la tarda serata di venerdì potrebbe subire una ulteriore intensificazione. Si tratta di fenomeni rari ma non eccezionali sul Mediterraneo.
Tra venerdì sera e notte altri rovesci e temporali anche intensi dunque sono attesi tra Sicilia orientale ( agrigentino, ragusano, siracusano, catanese) e poi sula Calabria ionica in risalita da Sud. Possibili venti ancora forti di burrasca con mari agitati o grossi, in particolare lo Ionio e lo Stretto di Sicilia. Il vortice sub tropicale sabato raggiungerà Creta prima di attenuarsi.

Fonte 3bmeteo

Musei siciliani abbandonati al degrado. Mazara il Satiro nell'ombra


Un settore in pieno degrado, quello dei siti culturali di Sicilia: mancano i fondi per cambiare una lampada a led necessaria illuminare bene il Satiro di Mazara del Vallo o per cambiare le telecamere guaste del museo Paolo Orsi di Siracusa, con il rischio di non poter bloccare l`ingresso di ladri. A Enna sarà impossibile invece accendere il riscaldamento nel museo archeologico che nella sua collezione vanta reperti di età ellenistica e romana di inestimabile valore, come la Pisside del sesto secolo avanti Cristo. Una situazione di abbandono come non si registrava da anni nei musei a perdere gestiti dall`assessorato ai Beni culturali. Case d`arte che ospitano capolavori indiscussi abbandonati a se stessi, per nulla valorizzati. Messi lì a prendere polvere, sperando che qualche visitatore o turisti entri incuriosito ad ammirarli: apprezzandone solo la bellezza, perché non avrà altre informazioni a sua disposizione, né un`audioguida né un volume sulla loro storia.
La situazione peggiora di giorno in giorno. Da Siracusa a Palermo si susseguono le segnalazioni di malfunzionamenti e problemi, al di là del nodo delle aperture domenicali che saltano per la mancanza di custodi. All`Abatellis di Palermo i telefoni non funzionano più. Impossibile chiamare dal palazzo, c`è solo una linea collegata con la questura per il sistema antifurto. A Enna, nel museo archeologico, avevano staccato tutte le linee e solo grazie a un privato che ha regalato una scheda telefonica è stato possibile ripristinare il collegamento dell`allarme con la centrale di polizia. "Ma per il resto non abbiamo riscaldamenti e non possiamo fare alcuna chiamata", dicono dal museo ennese.
Al Paolo Orsi di Siracusa, un sito di grande valore nel quale sono esposti ventimila reperti, dalla Venere Landolina alla statua in calcare della dea madre Kourotrophos, i sindacati hanno scritto nei giorni scorsi una nota di fuoco per segnalare alcune "anomalie". "Il sistema di allarme funziona in maniera ridotta - scrivono Cobas-Codir e Sadirs - perché non appena acceso va in tilt e si è costretti a disattivarlo per i continui allarmi. La telecamera posizionata nel cancello d`ingresso non funziona da tempo. Molte altre telecamere nel museo sono guaste".
Musei sporchi, senza telefono, senza controlli. Due settimane fa su YouTube è finito un video girato da alcuni custodi nel chiostro del museo Pepoli di Trapani, dove c`era di tutto: cartacce, uccelli morti, escrementi di animali. Dopo la divulgazione del video, il sito è stato pulito. Ma fra poco tempo rischia di tornare come prima. La causa della situazione di degrado dei musei di Sicilia è soprattutto una: la mancanza di fondi. Nell`ultima Finanziaria il governo Crocetta ha preferito stanziare un milione di euro per iniziative direttamente promosse dall`assessore di turno, mentre è stato azzerato il capitolo per il funzionamento dei siti. Così, per esempio, al Museo del Satiro di Mazara non hanno i fondi per chiamare un elettricista e montare una lampada a led da mettere all`interno della statua in bronzo per migliorarne la visione.
Il governatore Crocetta in due anni e mezzo ha cambiato quattro assessori, e nessuno ha avuto il tempo di lavorare davvero. Nessuno, quindi, ha risolto il problema dei servizi aggiuntivi. La prima cosa che ha fatto il presidente della Regione, appena insediatosi a Palazzo d`Orleans, è stata bloccare la gara che aveva portato avanti l`allora assessore Sebastiano Missineo. È iniziata una guerra di ricorsi al Tar che è approdata perfino alla Corte costituzionale.
In attesa che la Consulta si pronunci, da due anni e mezzo nei musei e nelle aree archeologiche di Sicilia mancano perfino le brochure, per non parlare di guide, cartoline o volumi sulle opere esposte. Nella gara sui servizi aggiuntivi era previsto anche che i privati investissero per migliorare la fruizione dei musei e avviassero iniziative di marketing per attrarre visitatori. Invece oggi i musei dell`Isola rimangono polverosi e abbandonati a se stessi. Un patrimonio immenso, mai valorizzato. Una Ferrari trasformata in un grande carrozzone.

(Fonte: Repubblica - Antonio Fraschilla)

Maltempo Italia: allerta meteo nelle prossime ore su Lazio, Campania, Sicilia, joniche


Maltempo, allerta meteo nelle prossime ore tra Lazio e Campania - La perturbazione atlantica continuerà a pilotare umide e molto instabili correnti meridionali in direzioni delle Tirreniche, entro le quali prenderanno vita nuovi rovesci e temporali anche intensi. Mentre il grosso del maltempo dovrebbe lasciare la Toscana a breve, con si ancora piogge ma meno intense rispetto ai giorni scorsi, su Lazio e Campania saranno invece possibili temporali anche violenti e a carattere di nubifragio. A rischio dunque ancora città come Roma, ma anche Frosinone, Napoli, Caserta. 

Allerta meteo anche al Sud e sulla Sicilia - La formazione di vortice di bassa pressione tra Tirreno e Sicilia complicherà ulteriormente il quadro meteorologico e darà vita ad una intensa ondata di maltempo sulle regioni meridionali. Piogge e temporali localmente molto intensi avanzeranno così da Lazio e Calabria verso il resto del Sud. Attenzione particolare all'Isola e all'area jonica.

Fonte 3bmeteo.

Meteo Catania, Sicilia: Dopo la tromba d'aria e i nubifragi ancora maltempo in arrivo

di Carlo Migliore - 6 novembre 2014 ore 12.51

Una imminente fase di intenso maltempo sta per interessare nuovamente la Sicilia meridionale ed orientale. Le maggiori criticità sono attese nella provincia di Catania e quella di Messina dove le piogge hanno già duramente colpito ieri. Forti temporali si abbatteranno a partire dal pomeriggio sera di oggi 6 Novembre e la situazione potrà ulteriormente peggiorare la notte di domani 7 Novembre e fino alle prime ore di domattina. Gli apporti pluviometrici potrebbero sforare la soglia dei 100mm quindi massima attenzione.

Un miglioramento è previsto a partire dalla tarda mattinata di domani 7Novembre ma i fenomeni si attenueranno completamente solo tra Sabato e Domenica, in particolare Domenica sarà una giornata soleggiata su tutta la zona. Nuove piogge poi per la prossima settimana già a partire da Martedì 11 Novembre.

Fonte 3bmeteo

Mazara, "Ombre tenui venivano dall'Erebo fondo ...". Venerdì 7 Novembre alle 21,30 al Teatro Garibaldi


Domani, Venerdì 7 Novembre, nella splendida cornice del Teatro Garibaldi di Mazara del Vallo, alle ore 21,30, andrà in scena: "Ombre tenui venivano dall'Erebo fondo ..." rappresentazione dei testi di Omero (libro XI dell'Odissea), Virgilio 
(libro VI dell'Eneide), Dante Alighieri, Ugo Foscolo, Vincenzo Cardarelli, Costantino Kavafis, drammaturgicamente assemblati da Filippo Amoroso, con Elena Pistillo e Valentina Enea. La rappresentazione è organizzata dall'associazione 'Teatro dei due Mari con il patrocinio della Città di Mazara del Vallo e della Regione siciliana. Musiche di Mario Modestini eseguite al violoncello da Wanda Modestini. Ingresso gratuito.

[fonte: Comune di Mazara]

Tamponato da un pirata della strada Muore rapper di Castelvetrano

Le ricerche hanno permesso di individuare e arrestare il 'pirata', responsabile dell'incidente.


EMPOLI (FIRENZE) - Rintracciato dalla Polstrada e messo agli arresti domiciliari un automobilista residente nella provincia di Pistoia accusato di omicidio colposo e omissione di soccorso dopo un incidente mortale avvenuto sull'A1 presso Firenze due notti fa, tra sabato e domenica scorsi. Vittima un cantante rapper di 26 anni, Nino Buscaino (nella foto), originario di Castelvetrano (Trapani), morto in seguito alle ferite riportate nell'incidente, che è avvenuto tra gli svincoli di Firenze Sud e Incisa. Secondo la Polstrada del compartimento di Firenze Nord l'arrestato avrebbe innescato l'incidente. Nei suoi confronti è scattata la misura degli arresti domiciliari: dovrà rispondere di omissione di soccorso oltre che di omicidio colposo.

Fonte LiveSicilia


IL PIANO PER UN NUOVO SURGE IN IRAQ E IN SIRIA

di Vincenzo Leone - 4 novembre 2014


"Non ci sono rimaste buone opzioni in questa guerra". Il 20 novembre del 2006 l'allora senatore Barack  Obama commentava così – in un discorsotenuto al Chicago Council on Global Affairs – la situazione in Iraq dopo tre anni di insuccessi strategici che avevano trascinato il paese “sempre più verso il caos”. La svolta, un mese dopo, arrivò con la dottrina del surge: ventimila soldati in più sul campo impiegati a protezione della popolazione civile, delega della sicurezza di intere aree a tribù locali addestrate ad affrontare al-Qaeda e superamento delle divisioni settarie tra sciiti e sunniti tra le fila dell'esercito regolare. In due anni Baghdad passò dai cinquanta attentati di media al giorno ad essere sotto il controllo del comando statunitense. La nuova strategia militare diede ottimi risultati tanto che il generale Petraeus – dal 2007 al 2008 comandante delle forze armate statunitensi in Iraq – poteva permettersi di girare a piedi per i mercati della capitale irachena, e lo faceva senza giubbotto antiproiettile. Otto anni dopo in Iraq è di nuovo caos, Barack Obama è a metà del suo secondo mandato da presidente degli Stati Uniti e Frederick W. Kagan - mente del surge del 2007 con il suo“Choosing Victory” - ha un nuovo piano. Sconfiggere l'ISIS mandando truppe di terra in Iraq e Siria.
A rivelare modalità e dettagli operativi della strategia è unreport pubblicato dall'Institute for the Study of War - istituto di ricerca no-profit con sede a Washington – e realizzato da Frederick Kagan insieme alla moglie Kimberly, presidente e fondatrice dell'ISW. Entrambi in passato hanno insegnato all'accademia militare di West Point ed entrambi hanno realizzato studi e documentari sul surge del 2007 e del 2008, operazione di cui Frederick Kagan si autodefinisce uno degli “architetti intellettuali”. Con loro ha lavorato anche Jessica Lewis, dal 2012 ricercatrice all'ISW dove è arrivata dopo otto anni di attività d'intelligence militare nell'esercito, di cui quasi tre passati in missione tra Iraq e Afghanistan.
Il successo della campagna anti-ISIS non può prescindere dall'invio di un massiccio contingente di truppe di terra, è la tesi centrale del report. L'opzione suggerita da Kagan prevede l'impiego di 25,000 soldati americani coperti da unità navali e aeree. Nello specifico si tratta di una Combat Aviation Brigade – brigata d'aviazione polifunzionale – formata da 3,300 soldati e da elicotteri da trasporto, attacco e ricognizione dotati di capacità MEDEVAC, sigla militare che sta ad indicare missioni di elisoccorso. L'esercito americano dispone attualmente di 13 CAB – dal 2019 potrebbero essere dieci – e in media ciascuna di queste divisioni conta 2,700 uomini e 120 mezzi aerei. A fianco di queste unità di combattimento vanno schierati due battaglioni in allerta QRF – acronimo che sta per Quick Reaction Force – ovvero unità in grado di entrare in azione con un preavviso di quindici minuti. Una sorta di “911 globale dei marines”, come li ha definiti il generale James Amos – dal 2010 comandante dei marines – in un'intervista al Wall Street Journal. Da un mese il Pentagono ne ha schierati 2,300 nel vicino Kuwait, pronti a dare supporto logistico al personale militare americano – circa 1,200 soldati – impegnato in Iraq all'addestramento dell'esercito iracheno.
Ma non basta. Nei piani di Kagan bisogna invece schierare un battaglione QRF in Iraq e uno in Siria, pienamente operativi sul campo grazie al supporto di altri quattro battaglioni, con l'invio quindi in tutto di 7,000 uomini per le operazioni QRF. E altri uomini saranno necessari per presidiare i campi base temporanei durante l'avanzata verso le città controllatedalle milizie sunnite dell'ISIS. Non vengono specificati i numeri delle truppe SOCOM – le truppe speciali – ma “ne serviranno diverse centinaia”, scrive Kagan. Che invece ha le idee chiarissime sulla necessità di “stabilire e mantenere basi americane in Iraq e Siria” per il supporto logistico alle truppe.
Servono FOBs – basi operative avanzate - e FARPs – punti di rifornimento aereo avanzato – preferibilmente distanti dai centri abitati in modo tale da minimizzare il coinvolgimento di civili in caso di attacco. Le basi nel Kurdistan iracheno, in Giordania e in Turchia sono sufficienti per garantire sostegno per operazioni in Siria meridionale, lungo il confine con la Siria settentrionale e nella provincia di Ninive. “Ma le province di Anbar, Raqqa e Deir ez-Zour sono troppo lontane da quelle basi per poter compiere operazioni MEDEVAC o garantire copertura QRF”, si legge nel report. Tempi di volo troppo lunghi ma sopratutto “sarebbe da irresponsabili far volare i nostri piloti su tali distanze su terreni in mano al nemico, senza avere la possibilità di atterrare o di fare rifornimento in caso di emergenza”. E' possibile inoltre che si renda necessario spostare queste basi periodicamente, per ragioni di sicurezza e per non dare punti di riferimento al nemico. Un nemico “serio” l'ISIS che si muove velocemente ed è in grado di collocare mine anti-carro e di colpire con artiglieria anti-aereo, scrive Kagan.
Secondo Kagan c'è stato un errore di valutazione a monte, ed è stato quello di considerare l'ISIS semplicemente come gruppo terroristico. “Non lo è. È un'insorgenza che ha avuto parziale successo – si legge nel report dell'ISW – e che oggi controlla e governa perpetuando una narrativa vincente che alimenta la Jihad globale”. Qui l'accusa si fa diretta al presidente Barack Obama, reo secondo Kagan di aver sottostimato in un primo momento la portata della minaccia. Fino al gennaio scorso infatti, il presidente Obama in un'intervistaal New Yorker diffidava dalle potenzialità dell'ISIS in questi termini: “Se al college una squadra di riserve indossa la maglia dei Lakers, questo non li rende Kobe Bryant”. Nove mesi dopo Obamaannunciava, incalzato dagli eventi e a tre mesi dalla fondamentale presa di Mosul da parte dello Stato Islamico – il 10 giugno scorso - il suo piano per “indebolire e distruggere” l'ISIS. Tra i vari punti una promessa: “non ci faremo trascinare in un'altra offensiva di terra in Iraq”, dove dal 2003 al 2014 sono stati uccisi 4,489 soldati americani, 3,455 contractor – pagati dagli Stati Uniti - e 12,096 tra esercito regolare iracheno e polizia locale. Al di là dei numeri, a detta di Kagan è questo l'altro grande errore da rimproverare al presidente Obama.
Come sintetizzato sul Los Angeles Times in un articolo a doppia firma con la moglie Kimberly, la strategia anti-ISIS degli Stati Uniti si è rivelata “too much air, not enough boots”. Troppi raid, e pochi soldati sul campo. E la campagna aereaestesa il 23 settembre anche in Siria - attacca Kagan - non sta funzionando: “A dispetto dei bombardamenti, l'ISIS ha lanciato una serie di offensive in Iraq,guadagnando terreno nella provincia di Anbar, così come in Siria”, si legge nell'articolo. Una posizione condivisa anche dal Wall Street Journal che mette in discussione una strategia che dà risultati solo nella zona del Kurdistan iracheno, con i raid dall'alto a spianare la strada ai peshmerga curdi. Si fa poco sul piano politico, e rimane troppa distanza tra le fazioni sunnite disposte a collaborare con il governo centrale guidato dal primo ministro sciita al Abadi. Un punto non da sottovalutare, dato che il successo dell'operazione che da più di un mese ha in mente Frederick Kagan passa inevitabilmente – come già nel 2007 - dagli “sforzi politici” di un governo iracheno che superi le divisione settarie, e dal non sottovalutare la presenza in Siria di altri gruppi terroristici in Siria - come Jabat al-Nusra – definiti pericolosi al pari dell'ISIS.
“Bisogna avere pazienza, ma la strategia funziona”, fanno saperedallo U.S. Central Command. Ma l'operazione Ineherent Resolve che costa agli Stati Uniti 8 milioni e mezzo di dollari al giorno, si trascina dietro uno scetticismo che lontano dagli ambienti militari appare trasversale. A cominciare dai sondaggi, che registrano come due americani su tre dubitano che Stati Uniti e alleati abbiano un un efficace e chiaro obiettivo nella campagna militare contro l'ISIS. Il 57% rimane tuttavia a favore dell'intervento in Iraq e Siria mentre l'opzione avallata da Frederick Kagan di un invio di truppe di terra convince il 39% degli intervistati, che diventano maggioranza – 57% - tra i repubblicani. È a loro che Frederick Kagan si rivolge quando dice che è “ora di provare qualcos'altro” dopo i fallimenti degli ultimi anni, per spingere il presidente Obama a mandare truppe di terra a combattere l'ISIS. Il senatore repubblicano John McCain sta dalla sua parte, danostalgico sostenitore del surgedel 2007 punta ancora oggi sulla urgenza di un cambio di strategia in Iraq e Siria.
Se il suo partito dovesse uscire vincitore dalle elezioni di mid-term – come dicono gli ultimi sondaggi NBC\WSJ - con la maggioranza anche al Senato, il partito repubblicano controllerà entrambi i rami del Congresso e potrà fare maggiore pressione sul presidente Obama. Ma non finisce qui. In caso di vittoria del GOP a John McCain a gennaio sarà riservata - per motivi di anzianità - la carica di presidente della Senate Armed Services Committee, potente ed influente commissione che ha la giurisdizione sulle forze armate degli Stati Uniti. Il report dell'ISW potrebbe così diventare “una buona opzione per questa guerra” e a Frederick Kagan, dopo le elezioni del 4 novembre, potrebbe anche arrivare una telefonata direttamente da Washington.

Fonte Altd

Maltempo Italia: Una giornata critica per molte regioni, in primis Toscana e Sicilia

La fase di acuto maltempo che sta interessando l'Italia da più di 36 ore sta lasciando il segno su parecchie regioni. Ripercorriamo le tappe di questo peggioramento andando da nord verso sud.
Piemonte: le maggiori criticità delle ultime ore si segnalano tra le province di Vercelli, Novara e Verbania con oltre 150mm mentre nella giornata di ieri sono state colpite soprattutto le province di Cuneo, Asti ed Alessandria. Esondati alcuni torrenti, in un caso a Gava nell'Alessandrino in via precauzionale una cinquantina di persone sono state sfollatedalle proprie abitazioni per il timore di una frana. La neve è caduta oltre i 1300-1500m, accumuli abbondanti oltre il metro sopra i 2100m di altitudine. Il lago Maggiore è inoltre in procino di esondare.
Liguria: Le piogge più intense hanno interessato il settore orientale nella giornata di ieri e tutto il centro est nella giornata di oggi. Gli accumuli maggiori ieri nell'Imperiese a Ventimiglia con oltre 200mm, sgomberate in via precauzionale alcune famiglie a Ceriana, strade chiude e alcuni torrenti ai limiti di guardia. Oggi colpito il Savonese con oltre 150mm e lo Spezzino con oltre 120mm, qui sono state necessarie alcune evacuazioni. Molti danni anche per i forti venti con mareggiate lungo tutta la costa ed alcuni voli cancellati nell'aeroporto di Genova, dove a parte questi disagi non si segnalano fortunatamente particolari criticità.
Lombardia: Le province più penalizzate Varese, Sondrio e Brescia con punte di 100mm nell'alto Varesotto, superati i 200mm sulle Orobie con neve oltre 1500-1800m.
Emilia Romagna: Sott'occhio la provincia di Parma e di Reggio Emilia per alcuni fiumi ai livelli di guardia. Chiuse alcune strade nell'alto parmense. Accumuli fino a 70-90mm
Triveneto: La provincia più colpita quella di Belluno con oltre 180mm dalla mezzanotte, superati i 160mm anche nell'alto Vicentino , fino a 130mm in provincia di Trento.
Toscana: Situazione particolarmente critica nella provincia di Massa Carrara a causa dell'esondazione del fiume Carrione che ha prodotto una vasta alluvione a Marina di Carrara. Un operaio dato inizialmente per disperso è stato poi fortunatamente ritrovato sano e salvo dai vigili del fuoco. Gli accumuli pluviometrici dalla mezzanotte hanno superato i240mm. Piogge abbondanti anche sulle province più orientali tra Prato, Pistoia e Firenze con punte di 70-80mm ma al momento senza particolari problemi.
Umbria: Le piogge si stanno intensificando proprio in queste ore, punte di 70mm registrate nel Perugino ma non vengono segnalati problemi particolari.
Lazio: Il grosso deve ancora arrivare, per il momento interessate soprattutto le province di Viterbo e Frosinone con punte di 50mm nel Viterbese,
Sicilia: Danni ingenti nella provincia di Catania sia per le piogge che hanno causato situazioni alluvionali a Giarre ed Acireale, sia per i venti. Una tromba d'aria ha devastato mezza Acireale scoperchiando tetti, abbattendo alberi e capannoni. Caduti fino a 160mm di pioggia. Penalizzata anche la provincia di Messina sia sul lato tirrenico dove si sono raggiunti i 90mm che sul lato Ionico con accumuli fino a 150mm a francavilla di Messina. Lo scirocco ha innalzato la temperatura di Palermo fino a 27°.
Fonte 3bmeteo

Incontro a Mazara sul randagismo

“Nel corso dell’incontro con il Prefetto sul tema del randagismo, abbiamo presentato una relazione dettagliata sull’attività del servizio inerente la gestione comunale del Rifugio Sanitario, evidenziando la straordinaria attività messa in campo dall’Amministrazione comunale per combattere il randagismo sia con l’attivazione del rifugio sanitario di contrada Affacciata, che con un servizio h24 per la cattura di cani ritenuti pericolosi o semplicemente bisognosi di cure. Dalla stessa relazione si evince tuttavia che da quando è stata aperta la struttura, la presenza di cani è praticamente triplicata, passando dai 50 cani monitorati prima dell’attivazione del rifugio sanitario ai 250 cani catturati e transitati dallo stesso rifugio nell’ultimo anno. Ciò significa che ignoti, nell’ultimo anno, hanno portato o abbandonato nel territorio un numero maggiore di cani rispetto al passato, creando disagio. E’ per questa ragione che abbiamo chiesto aiuti concreti al Prefetto per contrastare il fenomeno del randagismo e per accertare se la recrudescenza di questo fenomeno abbia origine da qualche interesse particolare. Come amministrazione, oltre a proseguire con solerzia sia l’attività del rifugio che il servizio di cattura, abbiamo diramato un apposito avviso pubblico di manifestazione di interesse, finalizzata al contenimento del randagismo tramite attività di adozione di cani randagi in ambito regionale, nazionale e non, in via sperimentale e per un anno”.
Lo ha dichiarato l’Assessore comunale al Bilancio con delega al Randagismo Vito Billardello, al termine della riunione svoltasi il 30 ottobre scorso in Prefettura.
Nella relazione elaborata dal coordinatore del Rifugio Sanitario, ispettore capo del gruppo Nopa della Polizia Municipale Filippo Passanante e consegnata al Prefetto, si evidenzia che i cani transitati nel Rifugio Sanitario dal 13 novembre 2013 al 30 settembre 2014 sono stati 250 di cui:
n. 20 - Cani rientrati dalla Ditta RI.CA.RA per ridurre le spese di mantenimento;
n. 43 - Cani immessi nel territorio comunale;
n. 58 - Cani adottati nel Rifugio Sanitario;
n. 18 - Cani trasferiti alla Ditta RI.CA.RA per aggressività o gravemente ammalati;
n. 21 - Cani catturati nel territorio comunale e restituiti ai legittimi proprietari previo pagamento di ammenda come per Legge;
n. 13 - Cani deceduti all’interno del Rifugio Sanitario;
n. 77 - Cani in giacenza permanente nel Rifugio Sanitario a fronte di n. 77 autorizzati;
In aggiunta ai summenzionati dati, è da rilevare che vi sono in giacenza presso la Ditta RI.CA.RA n. 200 cani catturati nel corso degli ultimi anni, quindi, per un totale complessivo di cani rimossi dal territorio pari a n. 450.
Peraltro, da dati acquisiti dal Dipartimento di prevenzione Ufficio Distrettuale di Mazara del Vallo, risultano identificati e registrati nel territorio di Mazara del Vallo numero 200 cani privati.
(Fonte comunicato Comune di Mazara)

Mazara. Prime pioggie ed è già allagamento

Eccoci alle prime pioggie ed è già allagamento. Il lungomare Mazioni fino ad arrivare al Lungomare Hopps allagamento totale con presenza di liquami fognari. Le automobili hanno già avuto grande difficoltà di movimento.
Problema ormai consolidato da anni e quindi ben conosciuto dall'Ufficio Tecnico comunale. Ma negli anni sembra che nessuno sia ancora riuscito a trovare una soluzione risolutiva a tale stato di cose.

Parla l'inventore della formula del 3% sul deficit/Pil: «Parametro deciso in meno di un'ora, senza basi teoriche» di Vito Lops

di Vito Lops
«La decisione di abolire l'Imu sulla prima casa va nella direzione opposta alle raccomandazioni» diceva lo scorso settembre il commissario europeo Olli Rehn intervenuto alla Camera aggiugendo che «se i piani di bilancio dell'Italia non risulteranno in linea con gli impegni presi con l'Ue, la Commissione ha il dovere di chiedere correzioni». Messaggio chiarissimo con altrettanto netto riferimento ai rischi di sforamento del paletto del 3% sul deficit/Pil, proprio quando l'Italia era appena uscita dalla procedura d'infrazione.
Un mese dopo, dato che le stime indicavano uno sforamento di uno o due decimi (3,1-3,2%) l'Italia è stata "costretta" ad aumentare l'Iva dal 21 al 22%, nonostante uno scenario di consumi calanti e nonostante questi rappresentino a tutt'oggi la prima voce del Prodotto interno lordo.
Ancora una volta è caduta la scure del parametro deficit/Pil che non può superare il 3%. Ma da dove nasce questo paletto che oggi condiziona più di ogni altro l'attività di governo (certo molto di più di quello sul debito/Pil al 60% a giudicare dal recente upgrade di Moody's sull'Irlanda pur in presenza di un debito/Pil balzato nell'ultimo anno al 121%)?.
Il quotidiano tedesco «Frankfurter Allgemeine Zeitung » e prima ancora il francese «Aujourd'hui en France -Le Parisien» hanno svelato l'arcano, poi ripreso anche da molti blog. La soglia del 3% sul deficit/Pil è stata elaborata negli anni '80 da un sconosciuto funzionario del governo di François Mitterand: Guy Abeille, ai tempi non ancora trentenne.
La storia è andata così. Dopo la vittoria alle elezioni del 1981 in Francia i socialisti guidati da Mitterand per mantenere le costose promesse elettorali avevano portato il deficit da 50 a 95 miliardi di franchi. Per "darsi una regolata" Mitterrand incaricò Pierre Bilger, a quel tempo vice direttore del dipartimento del Bilancio al ministero delle Finanze di implementare una regola per evitare spese pubbliche all'impazzata. Bilger contattò due giovani esperti che avevano una formazione economica e matematica all'Ensae: Roland de Villepin, un cugino del futuro primo ministro Dominique de Villepin e Guy Abeille.
Sarà quest'ultimo ad elaborare il paletto del 3% sul Pil, nato però, per sua stessa ammissione, senza alcuna base scientifica: «Prendemmo in considerazione i 100 miliardi del deficit pubblico di allora. Corrispondevano al 2,6 % del Pil. Ci siamo detti: un 1% di deficit sarebbe troppo difficile e irraggiungibile. Il 2% metterebbe il governo sotto troppa pressione. Siamo così arrivati al 3%. Nasceva dalle circostanze, senza un'analisi teorica».
Aujourd'hui en France Le Parisien rivela un altro virgolettato di Abeille: «Abbiamo stabilito la cifra del 3 per cento in meno di un'ora. È nata su un tavolo, senza alcuna riflessione teorica. Mitterrand aveva bisogno di una regola facile da opporre ai ministri che si presentavano nel suo ufficio a chiedere denaro […]. Avevamo bisogno di qualcosa di semplice. Tre per cento? È un buon numero, un numero storico che fa pensare alla trinità».
Sperimentato in Francia questo paletto resse nel corso degli anni '80, ad eccezione del 1986, anno in cui il governo spese a deficit di più. A dicembre 1991 quella regola entrò fu promossa da "francese" ad "europea" ed entrò a pieno titolo nei parametri di Maastricht.
Secondo quanto documenta la Faz l'allora Ministro delle Finanze tedesco Theo Waigel ha svelato come Trichet convinse la Germania a dare l'ok al paletto del 3%: «Il livello di indebitamento europeo all'inizio degli anni '90 era pari a circa il 60% del Pil. La crescita nominale era circa il 5%, e l'inflazione al 2%. In questa situazione i debiti potevano crescere al massimo di un 3 % all'anno, per non superare la soglia del 60%».
Ma perché proprio il 3%, e non il 2,5 % o il 3,5 % o il 4%? «Economicamente è difficile da giustificare», disse una volta l'ex presidente della Bundesbank Hans Tietmeyer, mentre osservava da vicino la nascita del criterio.
L'ex governatore della Bce, Jean-Claude Trichet ha però aggiunto a posteriori che il 3% è un parametro troppo favorevole perché basato l'assunto di una crescita al 5%. «Purtroppo era troppo ottimista, come sappiamo oggi.Avremmo dovuto fissare dei limiti all'indebitamento più bassi, perché la crescita è stata inferiore».
Il "padre della regola" che è diventato l'incubo di mezza Europa oggi ha 62 anni, e assiste agli sviluppi con un certo divertimento: «Non l'avremmo mai immaginato». Tuttavia è rimasto un sostenitore della disciplina di bilancio.
Le Parisien sottolinea che «l'ironia della storia è che i tecnocrati di Bruxelles si sono ispirati a questo famoso 3 per cento anche per creare un'altra regola iscritta nel nuovo trattato di bilancio europeo e altrettanto falsamente cartesiana, quella che obbliga a limitare il deficit strutturale degli Stati allo 0,5 per cento. Perché non l'1 o il 2 per cento? Nessuno lo sa».
La pensa così, oggi, lo stesso Abeille che considera alquanto utopici i calcoli sul deficit strutturale, al momento di gran moda, che ignorano l'impatto congiunturale.
Insomma, che Rehn lo sappia o meno, appare chiaro che la scienza fu messa in secondo piano nei palazzi di Maastricht al momento di decidere la nuova architrave europea che detta ancora oggi la linea.
twitter.com/vitolops
FONTE: IL SOLE 24 ORE

DALL'ARCHIVIO DEL FATTO QUOTIDIANO DEL 2013: Le vergognore esternazioni di Giovanardi contro la sorella di Cucchi e lei dà mandato al sua legale di procedere contro il deputato del Pdl

Giovanardi choc: “Ilaria Cucchi sfrutta politicamente la tragedia del fratello”
di Martina Castigliani | 1 febbraio 2013
Fonte: il Fatto Quotidiano
L'affondo dell'onorevole Pdl contro la candidata di Rivoluzione Civile in Emilia Romagna: "Il ragazzo finì 17 volte in ospedale causa percosse dei suoi amici spacciatori". E ancora: "Era una persona malata, ma nessuna strada o aula parlamentare da dedicargli. Non è stato un esempio per i giovani"


“E’ evidente che Ilaria Cucchi sta sfruttando la tragedia del fratello”. Queste le parole del senatore Carlo Giovanardi, candidato Pdl in Emilia Romagna, a Radio 24, tornando a parlare del giovane morto in carcere il 22 ottobre 2009: “Tutte le perizie arrivano alla conclusione che non c’è nessuna relazione tra la morte di Cucchi ed eventuali percosse subite. Cucchi era stato ricoverato in ospedale precedentemente 17 volte per percosse, lesioni e fratture subite dai suoi amici spacciatori”. Non risparmia critiche e attacchi il senatore Pdl, nuovamente candidato dopo vent’anni di politica parlamentare. Se già qualche giorno fa aveva fatto parlare di sé nel giorno della memoria dicendo “Per i gay non si può parlare di olocausto”, l’obiettivo questa volta è Ilaria Cucchi, capolista alla camera nel Lazio per Rivoluzione Civile. 
“Tre poveri agenti di custodia, – continua Giovanardi, – sonomassacrati da quattro anni perché dappertutto è stato detto che lui è stato massacrato di botte e il processo invece sta dimostrando il rovescio, cioè che è morto perché era debole, aveva una serie di patologie. Ha fatto lo sciopero della fame e i medici invece di curarlo l’hanno lasciato morire prendendo per buona la volontà di una persona che non sapeva gestirsi”. Gli agenti sotto processo sono per Giovanardi “tre poveri cristi che lavorano per 1200 euro al mese e subiscono un processo su un’accusa costruita sul nulla”.
“Come succede sempre in Italia su fatti come questi”, precisa il senatore ex Dc, “si costruisce una carriera politica e la sorella è diventata capolista di un partito. Era evidente che sarebbe finita così. Suo fratello è una vittima, era una persona malata, ha tentato più volte di recuperarsi, ha avuto una vita difficile da tossico e spacciatore. Ma da questo alla Provincia di Roma che gli voleva intitolare le scuole come se fosse un esempio ai giovani, non ci sto. E’ come con Carlo Giuliani: certo Giuliani è una vittima, poveretto. Ma si possono intitolare a lui le sale del Parlamento? Io dico no, perché quando è morto stava per ammazzare tre carabinieri”.
Parole dure che in breve tempo hanno fatto il giro di rete e giornali, destando molte reazioni. La prima a parlare è stata la candidata del Pd di Modena Giuditta Pini, 28 anni e rivelazione emiliana delle primarie parlamentari, che su Facebook ha commentato: “Mi vergogno di abitare nella stessa città di Giovanardi”. La stessa Pini, originaria di Modena, il 21 febbraio 2012 aveva organizzato un flash mob di baci collettivi tra persone dello stesso sesso sotto casa del senatore per criticare le sue affermazioni omofobe.
Se le dichiarazioni di Giovanardi non sorprendono più molti, a non essere nuovo è anche l’attacco alla famiglia Cucchi. Era il 2011 su Rai 1, quando il politico aveva ribadito le diciassette volte che Cucchi era stato ricoverato in ospedale prima dell’episodio del carcere. In diretta televisiva, la sorella del ragazzo aveva risposto: “Lei Giovanardi, come sempre parla di cose che non conosce. Perché continua ad interessarsi della morte di mio fratello, facendo piangere mia madre ogni volta che lei interviene?” Cucchi era un drogato, è il punto sul quale il politico continua a ritornare ogni volta. Il senatore ex Udc, è noto alla cronaca anche per la legge del 2006 Fini-Giovanardi, con la quale le droghe leggere sono state equiparate alle droghe pesanti e sono state introdotte sanzioni per i consumatori.
Il clima da campagna elettorale sembra poter giustificare tutto per il senatore che non si sottrae ad affermazioni pesanti. A scandalizzare l’opinione pubblica era stata il 26 gennaio scorso la sua dichiarazione in occasione del giorno della memoria, quando aveva commentato: “La parola Olocausto non può essere usata per i gay. Per un semplice motivo: la parola Olocausto può essere usata solo ed esclusivamente per quel progetto criminale di cancellare dalla faccia della terra milioni e milioni di persone, sulla base soltanto del fatto che fossero ebrei”. Le dichiarazioni provengono dal programma di Klaus Davi in onda su YouTube sul tema delle persecuzioni razziali dal titolo “KlausCondicio”. Ma le affermazioni sugli omosessuali si sprecano, dalle parole dell’estate 2012 quando al programma di Radio 24 “La Zanzara aveva proposto stanze separate per i militari omosessuali, fino ai commenti a caldo sulle coppie di fatto rappresentate in uno spot Ikea. Un punto sul quale Giovanardi non risparmia i commenti nelle situazioni più delicate, fino a lanciare giudizi anche in merito alla vicenda di Lucio Dalla e l’eredità al compagno Marco Alemanno: “Se non gli ha lasciato i soldi si vede non voleva farlo”. Una lunga serie di provocazioni firmate Carlo Giovanardi che sembra non finire mai.

Ilaria Cucchi: “Giovanardi oltre il limite, è lui che sfrutta Stefano per le elezioni”
di RQuotidiano | 1 febbraio 2013
Fonte: il Fatto Quotidiano
La candidata di Rivoluzione Civile replica duramente alle dichiarazioni del deputato del Pdl: "Non può infangare il nome di mio fratello, rinnovando il dolore dei miei genitori. Ho incaricato il mio avvocato di procedere contro di lui". Ingroia definisce "ignobile" l'attacco di Giovanardi e ribadisce: "Ilaria Cucchi è una nostra candidata di punta"

“Giovanardi ha superato tutti i limiti, ho incaricato il mio avvocato di procedere contro di lui”. Così Ilaria Cucchi replica al senatore del Pdl Carlo Giovanardi, che l’ha accusata di sfruttare la vicenda del fratello morto per entrare in politica, candidandosi conRivoluzione Civile. 
“Su di me possono dire tutto – dice Ilaria Cucchi – ma non permetto che si infanghi il nome di mio fratello, rinnovando il dolore dei miei genitori”. Stefano Cucchi morì nel 2009 in ospedale a Roma, una settimana dopo essere stato arrestato per droga. “Ogni giorno Giovanardi fa dichiarazioni su Stefano – dice ancora la sorella – è lui che lo usa in campagna elettorale. Se sarò eletta la prima cosa che farò è mettere mano alla sua legge criminale sulla droga”. Riguardo all’affermazione di Giovanardi, secondo la qualeStefano Cucchi “era stato ricoverato in ospedale precedentemente 17 volte per percosse, lesioni e fratture subite dai suoi amici spacciatori”, Ilaria Cucchi ribadisce: “Non dico che la circostanza non sia vera, dico che va contestualizzata. Giovanardi non sa di cosa sta parlando, ignora le carte processuali”.
Sulla vicenda è intervenuto anche il leader di Rivoluzione Civile,Antonio Ingroia, che ha definito le dichiarazioni di Giovanardi “un attacco ignobile”. Ingroia ha ribadito che Ilaria Cucchi è una “candidata di punta” del suo movimento, perché “conduce delle battaglie per i diritti civili, come quella per la legge sulla tortura o quella sul sovraffollamento delle carceri, che sono nostre battaglie. Le parole di Giovanardi non meritano risposta”, ha concluso.

Turisti trovano il Museo del Satiro di Mazara chiuso

«Ci fate vergognare di essere italiani». È questa una delle frasi che si possono leggere sul foglio di carta appeso sul portone del Museo del Satiro di Mazara del Vallo. Ieri era chiuso, ma per «disinfestazione», come si legge sullo stesso foglio. Proteste dei turisti anche nell’area dei templi di Selinunte.
A qualche decina di metri dal museo, sul piazzale Giovan Battista Quinici, un paio di pullman di turisti stranieri e quattro camper con una ventina di persone a bordo hanno dovuto fare marcia indietro dopo avere letto il foglio di carta appeso sul portone con la dizione «Chiuso per disinfestazione». La chiusura era annunciata, ma per il problema del personale. Invece, è stata decisa la disinfestazione. Il sindaco Nicola Cristaldi non demorde. Vuole che il Museo del Satiro venga gestito dal Comune e non più dalla Regione. La soprintendente ai Beni culturali di Trapani, architetto Paola Misuraca, ribadisce che «il problema è politico» e quindi è la politica che dovrà decidere. La politica - e quindi la Regione - però non ha mai preso posizione, nonostante la richiesta e le contestazioni del sindaco risagano a diversi giorni fa. Cristaldi chiarisce: «I 25 dipendenti (ma sono diciotto, come dice la soprintendente e come confermato dagli uffici regionali, ndr) che sono presenti nel museo possono essere trasferiti ad altre funzioni ed in altri territori - incalza il sindaco di Mazara - stante che il Comune di Mazara del Vallo è disposto ad assumere ogni onere finanziario per la gestione del Museo del Satiro con addetti comunali che saranno in grado di assicurarne l’apertura per ogni giorno dell’anno. Io non chiedo il licenziamento di nessuno, chiedo che vi sia una più corretta e razionale utilizzazione del personale esistente».
(Fonte: Gds - S.G.)

Mozione del Movimento 5 Stelle su depuratore di Mazara

In queste settimane il dibattito sulla questione concernente la questione depuratore comunale ha posto l’attenzione, non solo sui miasmi maleodoranti che i cittadini hanno dovuto sopportare, ma anche sulla effettiva efficienza del depuratore stesso.
Da questo dibattito, culminato nel Consiglio aperto che si è svolto in data 27 ottobre 2014, è scaturita una mozione presentata in data 31 ottobre 2014 (primo firmatario il portavoce del M5S Nicolò La Grutta).
Insieme ai diversi rappresentanti delle associazioni e dei cittadini che sono intervenuti durante la seduta aperta, si è deciso di redigere e presentare una mozione al fine di impegnare l’Amministrazione comunale mazarese ad attivarsi per risolvere con urgenza le criticità che sono emerse, durante la seduta aperta del consiglio comunale, in termini di efficacia ed efficienza del depuratore sito in Contrada Bocca Arena.
Alcune proposte della mozione vertono alla predisposizione di atti che vanno dall’ampliamento del depuratore all’ottimizzazione del processo di disinfezione al fine di garantire bassi valori di escherichia coli.
Fra le altre cose si propone anche di mettere in atto una defiscalizzazione delle imposte per i cittadini residenti nelle zone limitrofe al depuratore di contrada Bocca Arena che in questo periodo hanno dovuto sopportare il disagio di convivere con degli odori nauseabondi.
Inoltre viene sottolineata l’importanza di una informazione puntuale, ed auspicata la pubblicazione (sul sito del comune) di tutti i dati delle varie rilevazioni e analisi effettuate periodicamente.
“Sono molto contento della partecipazione attiva dei cittadini e delle varie associazioni, – dichiara il portavoce La Grutta – cittadini che, addirittura hanno collaborato fattivamente e con competenza alla redazione della mozione che impegna l’Amministrazione a risolvere le criticità riscontrate al depuratore di c/da Bocca Arena. Ringrazio per l’impegno il Sig. Vito Stella, la signora Giulia De Pasquale e la signora Lucia Bono e tutti coloro che hanno voluto contribuire a scrivere questo documento che verrà adesso presentato al vaglio del Consiglio comunale.”
La mozione è stata calendarizzata e aggiunta come ordine del giorno della prossima seduta di Consiglio comunale.
L’auspicio è che i Consiglieri comunali tutti vogliano avallare tali proposte, volte alla difesa di un fondamentale diritto che è la salute pubblica, votando favorevolmente la mozione il cui testo è pubblicato di seguito:
“MOZIONE
Criticità depuratore C/da Bocca Arena – interventi urgenti
DESTINATARI
Al Presidente del Consiglio comunale; al Sindaco della citta di Mazara del Vallo; all’Assessore comunale competente per delega; ai dirigenti dei settori competenti.
Con la presente mozione,
i consiglieri comunali La Grutta, Safina, Foggia________ in virtù dell’art. 25 del vigente “regolamento sui lavori del Consiglio comunale”,
PREMESSO che è certamente intendimento delle SS.VV. prendersi cura e migliorare le condizioni ambientali del nostro territorio, e in particolare è urgente provvedere a far funzionare a pieno regime il depuratore sito in Co/da Bocca Arena;
ALLA LUCE di quanto emerso nella seduta di consiglio comunale aperto dello scorso 27 ottobre 2014;
CONSIDERATE le criticità emerse cui occorre porre immediato rimedio;
CONSIDERATO che l’autorizzazione allo scarico è finalizzata ad accertare l’idoneità del corpo recettore ad assorbire il carico inquinante prodotto dai cicli di depurazione mantenendo la propria capacità autodepurativa e nel contempo a raggiungere un buono stato delle acque superficiali così come previsto dall’allegato 5 alla Direttiva 2000/60/CEE del Parlamento Europeo;
CONSIDERATI i vincoli e le prescrizioni previsti negli articoli 1 e 2 del provvedimento autorizzativo, pervenuto al comune di Mazara del Vallo, D.D.G. n. 1379 dell’11.09.2014 a firma del dott. Marco Lupo e dell’ing. Giusto Ingrassia Strano;
VISTA la Direttiva 2000/60/CEE del Parlamento Europeo;
VISTA la Norma UNI EN 13725 del 2004 in materia di qualità dell’aria;
CONSIDERATO il titolo V, della parte III del D.Lgs. 152/06;
VISTA la circolare dell’Assessorato energia e dei servizi di pubblica utilità del 27 luglio 2011;
ALLA LUCE delle varie richieste e proposte emerse durante la seduta predetta;
SI IMPEGNA L’AMMINISTRAZIONE COMUNALE A
Predisporre con urgenza tutti gli atti al fine di
1. Completare l’impianto di depurazione in C/da Bocca Arena dotandolo di vasca di ossidazione primaria;
2. Ottimizzare il processo di disinfezione del refluo al fine di garantire il rispetto del valore limite dei parametri di “escherichia coli”, ovvero adottando sistemi di disinfezione che consentano la riduzione della carica batterica con un uso limitato di sostanza disinfettante;
3. Dotare il depuratore di sensori che permettano la rilevazione della presenza di sostanze nocive e/o tossiche ai fini del monitoraggio della qualità nell’aria;
4. Dotare l’impianto di misuratore di portata in uscita e dei campionatori in continuo delle acque reflue sia in entrata ce in uscita entro 180 giorni come previsto dalla citata autorizzazione D.D.G. n. 1379 dell’11.09.2014;
5. Effettuare periodicamente tutte le analisi del refluo in entrata ed in uscita prescritte e in particolare quelle relative ai metalli pesanti;
6. Pubblicare sul sito del Comune tutti i dati relativi al funzionamento del depuratore (compresi i dati della portata in entrata e in uscita), e tutte le analisi prescritte dalla normativa, affinché il monitoraggio sia disponibile anche a tutti i cittadini in ogni momento;
7. mettere in atto una defiscalizzazione delle imposte, dal periodo di “attivazione” del depuratore (sino a fine anno) per i residenti della contrada di Bocca Arena e dintorni, i quali hanno dovuto sopportare i miasmi olfattivi maleodoranti;
8. provvedere al recepimento di nuova e corretta autorizzazione che consenta di scaricare le acque reflue del depuratore di c/da Bocca Arena nel Mar Mediterraneo;
9. valutare la possibilità di allocare un altro impianto di depurazione da costruire ex novo, dotato di tecnologia di ultima generazione, in altro sito idoneo.
L’auspicio è, altresì, che i Consiglieri comunali tutti vogliano manifestare il loro assenso votando favorevolmente la proposta in oggetto.
Mazara del Vallo
31 ottobre 2014
FIRME
__________________ ”
Distinti saluti
Mazara del Vallo
4 novembre 2014
Gli attivisti del MoVimento 5 stelle di Mazara del Vallo

ANGELI E FOLLI: SCRIVERE PER RINASCERE

DI ANNA LISA MINUTILLO

Le emozioni e l’incontro con giovani e promettenti ‘penne’, mi stanno aiutando a fare il punto della mia di vita. Non bastano solo le parole per affrontare al meglio il ‘mestiere di vivere’. È necessario leggerle nel loro susseguirsi, a volte ricercato altre improvvisato, ma catturarle come se potessero dissolversi da un momento all’altro. Nasce in questo modo il confronto con Dario Villasanta.
Incantata dal suo modo particolare di infilare parole, una dietro l’altra, come fossero perline lungo il filo della vita. Nato a Monza 42 anni fa, Dario Villasanta è cresciuto sul lago Maggiore nella zona dell’alto ‘varesotto’, si diploma e inizia a frequentare l’Università a Milano, Facoltà di Filosofia. Lo fa per due anni, ma dopo aver ricevuto la cartolina del servizio militare, si sposta in Toscana dove conosce la donna che poi sposerà.
Questi trasferimenti gli consentono di crescere e di arricchirsi. A causa di un alterco con un vigile, commette un reato e viene condannato. Dario si scontra con uno spaccato di vita molto particolare che sicuramente ha lasciato tracce pesanti sulla sua anima. Al momento vive in Liguria presso una comunità terapeutica ed è in attesa di soluzioni.
Tutte queste parole Dario le racconta ed io non posso fare a meno che ascoltarlo. Oltre alla passione per la scrittura e la letteratura emerge quella per la musica. Dario ha un passato come cantante non professionista rock ed attualmente sta incidendo un cd pop-rock con una band, i cui brani, sono sempre scritti e cantati da lui.
Quello che mi colpisce di Dario sono le emozioni che riesce a trasmettermi quando parla di scrittura. Riporto qui le sue parole: “Scrivo perché ho dei limiti. Mi rimetto alla clemenza della penna sul foglio bianco (sì, scrivo ancora a mano) per dare a tutto quanto una piega diversa da quella che ha preso, in realtà, la mia vita disastrata, segnata da vicende giudiziarie che mi hanno fatto vedere l’inferno e tolto tutto: amore, famiglia, denaro. Scrivo perché ho delle emozioni forti. È una cosa che di me mi pare bella, perciò ho il desiderio di provare a dare a chi mi legge le stesse vibrazioni. Non scrivo perché mi riesce naturale, per me è una sofferenza, un parto vero e proprio. Vivo con un compagno di stanza (in una comunità) che bestemmia perché di notte lavoro con l’abat-jour accesa. Scrivo di notte e all’alba, nei momenti in cui vengo in contatto con la mia anima, ma nelle orecchie sento la musica metal a palla, o ballate rock. E all’anima, chiedo per favore di darsi un pò a quello che creo. In una sorta di trance creativa mi metto sotto autoanalisi, mi scavo dentro, tiro fuori e ripercorro il mio io più profondo. Alla fine riesco a snebbiare la vista ed a vedere ciò che ho scritto. Scrivere, per me, è anche una rivalsa da ciò che ho passato, è dare voce a tutti coloro che ancora credono in me e con me hanno vissuto l’inferno del carcere e degli OPG. E’ tutto qui, non c’è altro da dire, nessun segreto, scrivo perché sono imperfetto. E spero che nelle mie storie vi sia qualcosa di migliore di me”.
Il libro di Dario Villasanta si intitola “Angeli e Folli”, come ciò che tutti siamo o potremmo diventare facilmente.
“Angeli e Folli” è un noir crudo e intenso, in cui i tre personaggi principali, Dax, Giulia e Domenico, si scambiano ruoli e riflessioni.
I personaggi di questo romanzo sono facilmente ricollocabili nella realtà, poiché ne fanno parte, possiedono dure corazze accompagnate da cuori malleabili e duttili, ma soprattutto onesti.
Sicuramente una storia particolare che incuriosisce, accompagnata da dialoghi che racchiudono sensibilità ed umanità.
Questo libro, Dario lo vuole dedicare a tutti coloro che hanno passato o stanno passando l’inferno. “Angeli e Folli” è un libro che si snoda fra apparenze e disperazione ascoltando la voce del cuore forse sopita o forse solo dimenticata.
La nostra chiacchierata si avvia al termine, Dario rientra nella sua vita, fra i suoi fogli e le sue parole, io ritorno alla mia tastiera portando dentro me questo racconto, questo spaccato di vita arricchito di nuove sfumature e di nuovi angoli di osservazione.
Grazie a Dario Villasanta e a coloro che hanno letto questa bella testimonianza di vita e sentimenti.

REGIONE SICILIA, IL PRESIDENTE CROCETTA ASSEGNA LE DELEGHE ASSESSORIALI

Il presidente della Regione siciliana, Rosario Crocetta, ha assegnato le deleghe ai nuovi assessori della giunta. All`Energia va il pm Vania Contraffatto (Pd), agli Enti locali Marcella Castronovo. Alla Formazione Mariella Lo Bello (Megafono), alla Salute Lucia Borsellino, alle Attività produttive Linda Vancheri, al Turismo Cleo Li Calzi (Pd) ,all`Agricoltura Nino Caleca (Art.4), all`Economia Alessandro Baccei, ai Beni Culturali Antonio Purpura (Pd) , al Lavoro Sebastiano Caruso (Pd), all`Ambiente Maurizio Croce, alle Infrastrutture Giovanni Pizzo. La prossima settimana verranno presentate le nuove linee programmatiche discusse con la maggioranza, dopo ampia discussione con tutte le parti sociali. 


(Fonte: Ansa)

MAZARA, SABATO 1 NOVEMBRE GIORNATA DI SOLIDARIETÀ E SENSIBILIZZAZIONE ORGANIZZATA DALLA UILDM

Sabato 1 Novembre, in Piazza della Repubblica a Mazara del Vallo dalle ore 11,00 e fino alle 21,00 si svolgerà la manifestazione “Dolce Solidarietà”, organizzata dalla sezione UILDM (Unione Italiana Lotta alla Distrofia Muscolare) di Mazara del Vallo.
L’evento si prefigge l’obiettivo di lanciare alcuni messaggi di promozione e sensibilizzazione sui temi della disabilità e della solidarietà.
Durante la giornata sarà possibile, presso il gazebo allestito in piazza, degustare numerose tipologie di dolci.
Comunicato stampa

Arrestati dai Carabinieri: rubavano olive su terreni confiscati alla mafia

Prosegue incessante l’attività dei Carabinieri di Partanna nell`ambito dei servizi finalizzati alla repressione dei fenomeni predatori. Nel corso di servizi disposti dal Comando Compagnia Carabinieri di Castelvetrano i militari dell’Arma di Partanna hanno eseguito mirati controlli presso l’area confiscata alla mafia ubicata in c.da seggio luogo ove si erano verificati in passato atti vandalici e danneggiamenti.
Il terreno, di circa 25 ettari, confiscato in quanto appartenente a Sansone Giuseppe e Gaetano prestanomi di Salvatore Riina e stato consegnato dall’agenzia del demanio al Comune di Castelvetrano per scopi sociali.
I militari sorprendevano in flagranza 8 persone attrezzate con scale, reti, cassette e sacchi intente a raccogliere olive e caricarle nelle autovetture parcate tra gli arbusti. Per fare il più in fretta possibile i soggetti si adoperavano strappando o tagliando i rami per privarli in tempi rapidissimi del prezioso frutto.
Il materiale utilizzato per la raccolta e gli attrezzi di taglio sono stati sequestrati mentre i circa 300 kg di olive sono stati restituiti alla cooperativa Rita Atria cui sono stati affidati recentemente gli uliveti dal Comune di Castelvetrano.
Gli otto soggetti di cui 6 provenienti da Mazara del Vallo e due dalla frazione di Marinella di Selinunte sono stati quindi tratti in arresto in flagranza di reato e sottoposti agli arresti domiciliari.
I provvedimenti di arresto sono stati convalidati dal Tribunale di Marsala e gli indagati sottoposti all’obbligo di firma presso il competente ufficio dei carabinieri.
(Fonte comunicato: Carabinieri di Castelvetrano)


IL SENATORE SANTANGELO INTERROGA IL MINISTRO SULLA QUESTIONE DEL DEPURATORE DI MAZARA

Pubblichiamo integralmente l`interrogazione del senatore Maurizio Santangelo del Movimento 5 Stelle. L`atto in questione scaturisce da quanto emerso durante la seduta di Consiglio comunale aperto che si è svolta il 27 ottobre a Mazara del Vallo proprio sul depuratore in C/da Bocca Arena.
Al Ministro dell`ambiente e della tutela del territorio e del mare. 
Premesso che:
il trattamento delle acque reflue urbane è normato dalla direttiva comunitaria 91/271/CEE del 21 maggio 1991 e, ad oggi, l`Italia, non essendo ancora in regola con questa importante normativa, ha subito 2 condanne da parte dell`Unione europea (la più recente è la sentenza della Corte di giustizia del 19 luglio 2012);
essendo risultati inadempienti nei confronti della direttiva, sono stati condannati molti comuni delle regioni Sicilia, Calabria, Campania, Puglia, Abruzzo, Lazio, Friuli e Liguria. Le condanne riguardano la mancanza di fognature per le acque reflue urbane, il trattamento depurativo non conforme e/o sono riferite a impianti che non sono progettati in modo da garantire prestazioni sufficienti nelle normali condizioni climatiche locali e affinché la progettazione degli impianti tenga conto delle variazioni stagionali di carico antropico, ad esempio con l`afflusso turistico;
la mancata depurazione delle acque reflue, della messa a norma e della manutenzione dei depuratori, dove presenti, sono tra le principali cause che hanno determinato quei ritardi ventennali in circa novecento comuni italiani che mettono l`Italia all`attenzione della giustizia europea;
soltanto in Sicilia sono stati condannati dalla Corte di Giustizia europea 57 comuni in quanto non hanno adeguato il proprio sistema depurativo; tra questi il Comune di Mazara del Vallo, una città della provincia di Trapani che conta circa 70.000 abitanti su di un territorio di 276 chilometri quadrati dove, dopo oltre vent`anni, soltanto il 13 marzo 2014 è stato inaugurato un impianto di depurazione sito in contrada Bocca Arena;
il suddetto depuratore è ubicato in una zona sopraelevata, e situata a poca distanza dal mare, dove giungeranno le acque depurate attraverso il cosiddetto "pennellone". Oltre all`impianto di Bocca Arena, nei pressi di un`area denominata "Mazara 2" è presente l`impianto di Cartubuleo, una struttura molto piccola che serve circa 3.000 abitanti;
la messa in funzione del depuratore di contrada Bocca Arena, congiuntamente ai lavori per la sistemazione delle fognature comunali, doveva consentire di risolvere in maniera definitiva i problemi legati al sistema fognario cittadino;
la conduttura fognaria posta alle spalle di un rifornimento di carburanti davanti ad un albergo, è probabilmente la causa del fenomeno delle acque rosse che spesso si verifica ed è visibile davanti al lungomare Mazzini nell`area della futura "spiaggia in città";
considerato che:
il Comune di Mazara del Vallo ha ottenuto, con delibera di Giunta n. 1379 dell`11 settembre 2014, da parte dell`Assessorato regionale dell`energia e dei servizi di pubblica utilità - Dipartimento regionale dell`acqua e dei rifiuti, ai sensi e per gli effetti dell`art.40 della legge regionale 15 maggio 1986, n. 27 e dell`art. n. 124 del decreto legislativo del 3 aprile 2006, n. 152 e loro successive modificazioni "l`autorizzazione allo scarico, mediante condotta sottomarina di allontanamento con recapito finale nelle acque del Mar Tirreno, delle acque reflue urbane depurate in uscita dall`impianto di depurazione ubicato in C.da Bocca Arena";
detta autorizzazione è vincolata e subordinata all`ottemperanza delle prescrizioni di cui all`art. 2 della citata delibera di Giunta n. 1379 dell`Assessorato regionale dell`energia e dei servizi di pubblica utilità;
l`autorizzazione allo scarico è finalizzata ad accertare l`idoneità del corpo recettore ad assorbire il carico inquinante prodotto dai cicli di depurazione mantenendo la propria capacità auto depurativa e nel contempo a raggiungere un buono stato delle acque superficiali così come previsto dall`allegato 5 alla direttiva 2000/60/CEE del Parlamento europeo;
il provvedimento autorizzativo, da non intendersi come autorizzazione all`esercizio dell`impianto di depurazione, è diretto a rendere vincolanti i limiti di accettabilità individuati nello stesso e, conseguentemente, nei casi in cui la qualità dell`effluente scaricato nel corpo ricettore non sia conforme ai limiti autorizzati, il gestore dell`impianto sarà soggetto alle sanzioni di cui al titolo V, della parte III del decreto legislativo n. 152 del 2006;
considerato inoltre che:
le gravi carenze del sistema di depurazione della Sicilia sono state confermate nel 2012 dal dato Istat che pone la Regione al primo posto in Italia per l`insufficienza depurativa. I dati dimostrano che con il 47,3 per cento di adeguata copertura le carenze del sistema non solo danneggiano ambiente e salute, ma comportano per il nostro Paese il pagamento di sanzioni che inevitabilmente ricadono sui cittadini;
i cittadini mazaresi, come riportato dagli organi di stampa locale, da tempo lamentano numerose anomalie degli scarichi a mare e nel fiume Mazaro, probabilmente addebitabili ad un mal funzionamento della rete fognaria;
presupposto essenziale per il rilascio dell`autorizzazione allo scarico delle acque reflue è che l`impianto sia stato ultimato e collaudato secondo le previsioni del Programma attuativo della rete fognante nonché sia agibile per lo svolgimento dei controlli;
a parere degli interroganti accertarsi del corretto funzionamento dell`impianto fognario e di depurazione è doveroso nei confronti dei cittadini in primis ed è necessario nel rispetto della salute pubblica e dell`ambiente. A tal proposito lo scorso 27 ottobre 2014, presso il Consiglio comunale di Mazara del Vallo, si è svolta una seduta aperta del Consiglio comunale con la partecipazione della cittadinanza,
si chiede di sapere:
se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza dei fatti esposti;
se non ritenga, nell`ambito delle proprie competenze, di dover verificare con l`amministrazione coinvolta se il citato depuratore sia stato messo in funzione dopo regolare collaudo e verifica dei parametri prescritti dalle normative vigenti, in particolare dalla direttiva 2000/60/CEE del Parlamento europeo, e nel rispetto del "principio di precauzione", al fine di salvaguardare l`area dall`inquinamento delle falde acquifere e dall`inquinamento del mare con le conseguenti ripercussioni sul turismo, e soprattutto, per la salute dei cittadini.
Atto n. 4-02928
Pubblicato il 30 ottobre 2014, nella seduta n. 344