IL CENTRO STUDI LA VOCE SCRIVE A CROCETTA ESPRIMENDO SODDISFAZIONE PER LA NOMINA DI SONIA ALFANO ALLA BELICE AMBIENTE

Riceviamo e pubblichiamo integralmente la lettera inviata dal presidente del Centro studi La Voce" al Presidente della Regione On.le Rosario Crocetta; epc All’Ass.re Reg.le all’Energia Palermo; Agli Organi di stampa
Prot. N. 32 del 31/10/2014
Oggetto: Riscontro interrogazione dell’On.le Panepinto del PD, sulla nomina a      commissario della Belice Ambiente ATO-TP2 dell’On.le Sonia Alfano.
Egregio Presidente,
il Centro Studi “La Voce” con sede in Mazara del Vallo nella Via Salemi n. 147, ha seguito nel tempo l’attività gestionale in house della Belice Ambiente ATO-TP2, società interamente partecipata da n. 11 Comuni del trapanese, denunciando all’opinione pubblica e alle autorità di ogni genere, ivi comprese Procure e Corte dei Conti, la gestione scellerata, senza alcun controllo delle Istituzioni: i Sindaci soci ai quali spettavano i compiti e le responsabilità derivanti dal Controllo Analogo, e l’Agenzia Regionale Rifiuti e Acque con i suoi compiti di vigilanza non interamente esercitati.
Dopo una gestione basata sul malaffare affidata inizialmente ad un esponente del PD di Mazara del Vallo sponsorizzato, per inciso, dall’ex Sindaco Giorgio Macaddino del PD e successivamente a vari amministratori e commissari, finalmente è arrivata una persona, l’On.le Sonia Alfano, che sin dal suo insediamento ha dato segnali concreti di buona gestione, cosa che non si può dire abbiano fatto i precedenti Amministratori, compresi i Commissari regionali che l’hanno preceduta.
Egregio Presidente, ai cittadini non interessano le eccezioni di incompatibilità tra l’incarico di Commissario della Belice Ambiente ATO-TP2 ed il ruolo ricoperto in un recente passato dall’On.le Sonia Alfano; ai cittadini interessa una gestione trasparente e sana senza sprechi e clientele, che l’Onle Alfano può garantirci, avendone i cittadini verificato già dai primi atti l’atteggiamento rigoroso e determinato.
Cogliamo l’occasione per porgere distinti saluti
Mazara del Vallo, 31 ottobre 2014                     
 Centro Studi “La Voce”
Il Presidente
geom. Girolamo Pipitone

CULTURAMarsala. Successo per l’iniziativa solidale “Aiutaci a crescere. Regalaci un libro”

CULTURAMarsala. Successo per l’iniziativa solidale “Aiutaci a crescere. Regalaci un libro”

Si è svolta stamani nei locali della sala conferenze della Biblioteca comunale la cerimonia di donazione alle scuole dell’obbligo della Città (circoli didattici, medie e istituti comprensivi) del progetto “Aiutaci a Crescere. Dona un libro”, promosso a livello nazionale dalle Librerie “Giunti al Punto” e a Marsala dalla filiale di via XI Maggio.
L’iniziativa che si è avvalsa della collaborazione del settore attività culturali del Comune diretto da Giuseppe Fazio ha visto stamani la partecipazione, oltre dello stesso dirigente, anche del Capo della Polizia Municipale Vincenzo Menfi, presente anche nella veste di presidente del Lions, del titolare della libreria “Giunti al Punto” di Marsala Pietro Pellegrino e di Milena Cudia, responsabile della Biblioteca comunale che ha coordinato i lavori. Alla cerimonia hanno presenziato anche il presidente del Rotary Riccardo Lembo, i rappresentanti delle ditte che hanno sponsorizzato l’iniziativa: Donna Fugata, Cantine Martinez, Cantine Pellegrino, Ottica Polaris e Zicaffé; nonché i dirigenti scolastici che hanno ricevuto le donazioni di libri e tantissimi giovani alunni della scuola dell’obbligo. A portare il saluto del Commissario Straordinario Giovanni Bologna, assente per altri inderogabili impegni istituzionali, è stato il dottor Fazio. L’Amministrazione Comunale anche quest’anno ha aderito e partecipato attivamente alla iniziativa tramite la Biblioteca Comunale, che oltre ad occuparsi dell’aspetto informativo e divulgativo, è stata incaricata di prendere in consegna i libri donati da cittadini e sponsor, e procedere equamente alla distribuzione ed alla consegna degli stessi agli istituti scolastici cittadini che così avranno modo di incrementare il loro patrimonio librario. In particolare destinatari della lodevole iniziativa sono stati 6 Istituti comprensivi, 4 Circoli didattici e la Scuola Media Statale “Giuseppe Mazzini”. Le opere donate sono volumi di fiabe, racconti, romanzi, classici per ragazzi anche in lingua inglese, nonché dizionari e pubblicazioni di approfondimento dei vari ambiti disciplinari. Il progetto che intende sensibilizzare alla lettura, ha riscosso un notevole successo, registrando una partecipazione particolarmente significativa. Sono stati, infatti, acquistati circa 546 volumi per un importo complessivo considerevole (Euro 5.580,00).
La cerimonia di assegnazione si è svolta oggi, una delle giornate che la scuola dedica alla lettura. Da notare che Marsala è stata la prima città in campo nazionale come numero di donazioni.

Nino Guercio
Capo Ufficio Stampa

Perso definitivamente a Mazara l'Ufficio del Giudice di Pace


Dal Ministero della Giustizia, dopo quasi un anno, per legge, sono stati riaperti gli Uffici del Giudice di Pace nei Comuni di Ostia e Barra, non più grandi di Mazara. Comuni che, con pazienza e tenacia hanno saputo sostenere la richiesta, dalla quale hanno avuto ragione, per i Giudici di Pace nella loro Città.

Il Duemila punta gli occhi nel contesto nel quale il Comune di Mazara è andato invece in corto circuito nel tentativo di ripristino dell’Ufficio del Giudice di Pace. La confusione è stata grande sotto il cielo di Mazara. E si è sbagliato, nonostante i dati sensibili di processi civili e penali, fossero notevoli e soddisfacenti.

A vaglio del Ministero della Giustizia, la credibilità di Mazara del Vallo è risultata fragile e debole per carenza e ritardo nella impostazione della richiesta e disinteresse successivo. Il Comune non ha saputo o voluto mettere in gioco, possibilità e volontà ovviamente, per il ripristino del Giudice di Pace a Mazara.

Vane e inascoltate le voci di disappunto e di protesta di avvocati e della cittadinanza per il disagio e aumento di costi di giustizia conseguenti. A Mazara la chiusura dell’Ufficio del Giudice di Pace si è aggiunta pesantemente alla abolizione del Tribunale distaccato (ex Pretura), e i locali moderni comunali rimangono abbandonati in via Toniolo.

Nella ricerca della identità perduta, sottolinea la presidenza de Il Duemila la buona organizzazione territoriale della giustizia (fattore prioritario della legalità) è qualità di vita e scelta di civiltà di città vivibili nel mondo contemporaneo. Ci fa rialzare la testa e recuperare fiducia

Il Duemila

Scontri tra operai e polizia. Landini: 'Mai sentito Renzi'

Momenti di tensione e  scontri a Roma tra la polizia e le centinaia di operai dell'Acciaieria di Terni che manifestavano contro il piano industriale di ThyssenKrupp. I dimostranti hanno denunciato di essere stati manganellati,quattro operai sono stati soccorsi, due sono in ospedale con ferite alla testa. Maurizio Landini, segretario Fiom, che era nel corteo, ha confermato: 'Appena siamo partiti, siamo stati caricati senza alcuna motivazione - ha detto Landini - Anch'io ho preso le botte dai poliziotti. Ci hanno menato, non siamo delinquenti. Ma non finisce qui'.

Colloquio Landini-Renzi, è giallo
Una lunga telefonata con il ministro Angelino Alfano e un'altra con Maurizio Landini: Matteo Renzi avrebbe seguito gli sviluppi della manifestazione Ast, chiedendo sia si avere un'analisi dettagliata degli scontri "per accertare le responsabilità". Sia di "abbassare i toni" per evitare che una crisi industriale possa provocare lacerazioni.

Abbiamo avuto contatti con il sottosegretario Delrio, e attraverso di lui con il ministro dell'Industria: non abbiamo avuto contatti con altri". Così il segretario della Fiom, Maurizio Landini, uscendo dal Viminale dopo l'incontro con il ministro dell'Interno Angelino Alfano, nega che oggi ci siano state telefonate con Matteo Renzi.

Fonti di Palazzo Chigi confermano che il premier Matteo Renzi ed il leader Fiom Maurizio Landini si sono sentiti oggi per telefono. Per la precisione, sostengono le stesse fonti, Landini ha chiamato Renzi, senza ottenere risposta, alle 16.25. Renzi ha poi risposto, tramite centralino, alle 17.19.

La Questura di Roma fa sapere che gli operai "volevano andare verso la stazione Termini e occupare lo scalo romano, hanno forzato il cordone delle forze di polizia e per questo c'è stata una carica di contenimento.  Nel tentativo di creare un corteo non autorizzato verso la Stazione Termini sono stati tirati oggetti contro le forze dell'ordine e un funzionario e tre agenti di polizia sono rimasti feriti". 

Matteo Renzi ha seguito gli sviluppi della manifestazione Ast e sentito sia il ministro Angelino Alfano sia Maurizio Landini, chiedendo all'uno di avere un'analisi dettagliata degli scontri "per accertare le responsabilità" e all'altro di "abbassare i toni" per evitare che una crisi industriale possa provocare lacerazioni.

Il ministro dello Sviluppo Economico, Federica Guidi, si è detta "dispiaciuta e rammaricata"per gli scontri e assicaurato che "il Governo entro stasera farà fatte tutte le verifiche ed è pronto a prendere anche eventuali misure". "Esprimo l'auspicio - ha concluso - che sia un caso unico, irripetibile. Episodi del genere non devono capitare".
"Hanno caricato i lavoratori, tre sono in ospedale" raccontato il segretario generale della Fiom, Maurizio Landini. "Siamo partiti in corteo e ci hanno menato. Ero davanti a prenderle anche io. Non siamo delinquenti, non si mena chi è in piazza a difendere i lavoratori".Una delegazione di sindacalisti nazionali e dell'Ast di Terni è poi salita nel ministro dello Sviluppo Economico per un incontro con il ministro Federica Guidi. 
Alla fine dell'incontro, Landini ha fatto sapere che "il governo si è impegnato a chiarire cosa è successo in Piazza Indipendenza". Era presente il viceministro dell'Interno Filippo Bubbico che, secondo quanto riferito da Landini, ha detto di aver aperto un'inchiesta e il ministro Alfano e il capo della polizia convocheranno i sindacati. "Non è il primo episodio, serve chiarezza" ha spiegato Landini. "Riteniamo necessario - ha aggiunto Landini - che si chieda scusa ai lavoratori di Terni per quello che è successo oggi". Landini ha poi spiegato: "Non chiediamo le dimissioni da nessuno ma senz'altro che sia fatta chiarezza. Non siamo più disponibili a tollerare che i lavoratori siano caricati, probabilmente sono ordini. La polizia non può andare come se ci fossero dei delinquenti". Secondo fonti sindacali il bilancio degli scontri è di cinque feriti, che sono andati in ospedale, e dieci contusi, tra questi anche il segretario nazionale Fiom, Rosario Rappa, e il coordinatore Fiom, Gianni Venturi.

Il sottosegretario Graziano Delrio che ha sentito al telefono Maurizio Landini, durante l'incontro del ministro Guidi con la delegazione Ast. "Il Governo - ha detto Delrio - continua a essere impegnato nell'affrontare la crisi di Ast Terni ed effettuerà una puntuale verifica per quanto accaduto oggi con il ferimento di alcuni operai". 

Il segretario Cgil, Susanna Camusso,  ha inviato "un abbraccio e solidarietà ai lavoratori e i dirigenti sindacali caricati dalla Polizia'' e annunciato che sta andando a trovare i lavoratori feriti in ospedale.
"Oggi è successo un fatto grave e inaccettabile" scrive il leader della Uil, Luigi Angeletti. "I lavoratori della AST di Terni che hanno manifestato davanti al consolato tedesco, in Piazza Indipendenza, sono stati, improvvisamente e senza motivo, caricati dalla polizia. È questa la cifra della politica di attacco ai Sindacati? In piazza c'erano solo lavoratori e non sindacalisti. Le forze dell'ordine non devono alimentare il disordine. Il Governo deve intervenire e risponderne, perché episodi del genere non possono passare sotto silenzio"
I deputati di Sel hanno esposto nell'Aula della Camera cartelli con la scritta "Alfano dimettiti" alla fine dell'intervento di Ciccio Ferrara sull'informativa del ministro Federica Guidi sulla vertenza Ast di Terni. Sel ha annunciato la presentazione di una mozione di sfiducia individuale nei confronti del ministro dell'Interno. "La questura - ha affermato Ferrara - ha detto falsità: Non è vero che i lavoratori volevano occupare la stazione Termini ma volevano essere ricevuti dal ministro Guidi".
Fonte: Ansa

Il Movimento 5 Stelle torna in modo deciso sul depuratore

Lunedì 27 Ottobre si è tenuto un Consiglio Comunale aperto in merito alla questione sul depuratore. Diverse le personalità politiche e non ospiti in aula, dal Senatore Maurizio Santangelo, ai deputati regionali Sergio Tancredi e Giampiero Trizzino, quest’ultimo Presidente della Commissione Ambiente dell’Assemblea Regionale Siciliana. Inoltre è stato presente in rappresentanza dell’ARPA il dott. Carrubba, e gli ingegneri progettisti dell’impianto.
Nel corso della seduta richiesta dal Consigliere Nicolò La Grutta, rappresentante del Movimento 5 Stelle e grazie anche alla sua opera di approfondimento sulla questione, si è venuti a conoscenza della mancanza di autorizzazioni da parte dell’Amministrazione che nonostante tutto ha inaugurato l’impianto nel Marzo del 2014. Con il successivo intervento del dott. Carrubba, si è venuti a conoscenza che l’impianto di depurazione risulta non a pieno regime, a causa del mancato utilizzo della vasca primaria di ossidazione risultante incompleta.
Il dott. Carrubba ha anche evidenziato la non puntuale disinfezione riscontrata, ed anche altre criticità.
Durante il corso del Consiglio sono intervenuti diversi rappresentanti di associazioni cittadine, il signor Stella, il signor Giglio e il signor Pipitone, che hanno manifestato i disagi causati alla popolazione a causa dell’impianto di depurazione e dalle fastidiose esalazioni emesse dallo stesso, ed è stata fatta una cronistoria delle vicende che hanno portato al completamento di un impianto i cui lavori per la realizzazione hanno avuto inizio alla fine degli anni 80.
Sulla questione sono intervenuti anche i deputati Tancredi e Trizzino, nonché il Senatore Santangelo che ha comunicato che si interesserà della questione con un’interrogazione al Senato della Repubblica.
Per l’Amministrazione comunale hanno risposto il dirigente del 3 settore e gli ingegneri che hanno lavorato alla realizzazione dell’impianto stesso.
Al termine della seduta è emersa la volontà di approfondire e risolvere tutte le criticità riscontrate.
Il Presidente del Consiglio comunale su richiesta sia del portavoce al Senato Santangelo, sia su sollecitazione dei consiglieri e dei rappresentanti dei cittadini, ha stabilito che il verbale della seduta del 27 Ottobre verrà trasmesso alla Procura per eventuali accertamenti.
Il consigliere La Grutta da parte sua ha comunicato, a fine seduta, al Consiglio ed alla città tutta che redigerà (insieme a chi lo volesse) e presenterà una mozione al fine di impegnare l’Amministrazione comunale a
1)     porre soluzione celermente alle criticità riscontrate e segnalate dall’Arpa;
2)     pubblicare sul sito del comune i dati relativi alle analisi (sia quelli in autocontrollo da chi gestisce l’impianto, sia quelli forniti dall’Arpa);
3)     verificare come poter alleviare i disagi subiti dai cittadini, magari valutando la possibilità di attuare una defiscalizzazione per i residenti nella contrada Bocca Arena e dintorni dal periodo di “attivazione” del depuratore fino a fine anno(così come proposto dal consigliere Safina);
4)     valutare e verificare la possibilità di costruire ed allocare in futuro, in un posto idoneo, un altro impianto di depurazione dotato di tecnologia di ultima generazione, al servizio della rete fognaria e di tutte le utenze non ancora collegate ad un impianto di depurazione.
“Collaborare al fine di preservare la salute pubblica, l’equilibrio ambientale, le condizioni di vivibilità del territorio, la qualità dell’aria e la salubrità del mare e delle risorse idriche certamente è intendimento comune a tutti – afferma il portavoce La Grutta – e tutti, nessuno escluso, si ha l’obbligo di far la propria parte affinché si renda alle generazioni future un territorio in ottimo stato di salute, poiché tutti dobbiamo ritenere che l’ambiente in cui viviamo non è da considerarsi di nostra proprietà, piuttosto lo abbiamo ricevuto in prestito dai nostri figli, dai nostri nipoti e da chi verrà dopo. Spero che tutti comprendano il prima possibile il valore e l’importanza di questi concetti e di questi valori, lo spero.”
Gli AttiVisti del M5S di Mazara del Vallo

Trapani. Martedì 28, sottoscrizione Protocollo di Legalità tra Prefettura e Confindustria Trapani

Martedì 28 Ottobre, alle ore 10.00, il Prefetto, Leopoldo Falco e il Presidente di Confindustria Trapani, Gregorio Bongiorno – alla presenza del Presidente Regionale di Confindustria Sicilia, Antonello Montante – sottoscriveranno il Protocollo di Legalità. Tale protocollo ha come obiettivo il contrasto delle infiltrazioni criminali nel settore dei contratti di lavori, servizi e forniture, pubblici e privati. 
Il documento è frutto del percorso avviato nel 2007 da Confindustria Sicilia, all’interno del suo Codice Etico, e assunto come principio nazionale con Delibera del 28 gennaio 2010. Si tratta di un principio che porterebbe le imprese italiane ad assicurare comportamenti di legalità e di correttezza.
L’impegno della Prefettura di Trapani e di Confindustria Trapani – nell’ottica degli impegni assunti dal Ministero dell’Interno e dalla Organizzazione Nazionale di Confindustria – mira a garantire condizioni favorevoli al “fare buona impresa”, e a rafforzare l’azione di tutela della legalità e della sicurezza nel nostro territorio provinciale.
Il Protocollo prevede anche la gestione – da parte di Confindustria Trapani – dei rapporti e dei flussi dei dati delle imprese associate aderenti ed ai loro partners, nonché la trasmissione delle relative richieste alla Prefettura.
L’accordo avrà una durata biennale, con possibilità di rinnovo.

SCATTA L’OBBLIGO DEFIBRILLATORE NELLE SOCIETÀ SPORTIVE

Tutte le società sportive, sia quelle professionistiche che quelle dilettantistiche, dovranno dotarsi di defibrillatori semiautomatici. Lo prevede il decreto firmato dal Ministro della Salute, Renato Balduzzi, di concerto con il Ministro per lo Sport, Piero Gnudi.

Il decreto riguarda la “Disciplina della certificazione dell’attività sportiva non agonistica e amatoriale e linee guida sulla dotazione e l’utilizzo di defibrillatori semiautomatici e di eventuali altri salvavita”. Dall’obbligo di defibrillatore sono escluse le società dilettantistiche che svolgono attività a ridotto impegno cardiocircolatorio. 
ECCO COME PER ADEGUARSI – Le società dilettantistiche hanno 30 mesi di tempo per adeguarsi, quelle professionistiche 6 mesi. Gli oneri sono a carico delle società, ma queste possono associarsi se operano nello stesso impianto sportivo, oppure possono accordarsi con i gestori degli impianti perchè siano questi a farsene carico. 
LINEE GUIDA - Il decreto ministeriale contiene linee guida dettagliate sulla dotazione e l’utilizzo dei defibrillatori. Dovrà essere presente personale formato e pronto a intervenire e il defibrillatore deve essere facilmente accessibile, adeguatamente segnalato e sempre perfettamente funzionante. 
I corsi di formazione sono effettuati dai Centri di formazione accreditati dalle singole Regioni. 
I CERTIFICATI MEDICI - Il decreto riforma anche la disciplina dei controlli e dei certificati medici: i soggetti non tesserati alle Federazioni sportive nazionali, alle Discipline associate, agli Enti di promozione sportiva riconosciuti dal Coni, che praticano attività amatoriale (ovvero non regolamentata da organismi sportivi e non occasionale) devono sottoporsi a controlli medici periodici secondo indicazioni precise. 
Gli uomini fino a 55 anni e le donne fino ai 65, senza evidenti patologie e fattori di rischio, potranno essere visitati da un qualunque medico abilitato alla professione e il certificato avrà valenza biennale. 
I soggetti che riportano almeno due delle seguenti condizioni:
età superiore ai 55 anni per gli uomini e ai 65 per le donne, 
ipertensione arteriosa, elevata pressione arteriosa differenziale nell’anziano, 
l’essere fumatori, 
ipercolesteloremia, ipertrigliceridemia, 
glicemia alterata a digiuno o ridotta tolleranza ai carboidrati o diabete di tipo II compensato, 
obesità addominale, 
familiarità per patologie cardiovascolari, 
altri fattori di rischio a giudizio del medico, dovranno essere visitati da un medico di medicina generale, un pediatra di libera scelta o un medico dello sport, che dovranno effettuale un elettrocardiogramma a riposo e eventualmente altri esami necessario secondo il giudizio clinico. 
RINNOVO ANNUALE – Il certificato dovrà essere rinnovato ogni anno. I soggetti con patologie croniche conclamate diagnosticate dovranno ricorrere a un medico di medicina generale, un pediatra di libera scelta, un medico dello sport o allo specialista di branca, che effettuerà esami e consulenze specifiche e rilascerà a proprio giudizio un certificato annuale o a valenza anche inferiore all’anno. 
GLI STUDENTI SPORTIVI - Gli alunni che svolgono attività fisico-sportive organizzate dalle scuole nell’ambito delle attività parascolastiche, i partecipanti ai giochi sportivi studenteschi nelle fasi precedenti a quella nazionale e le persone che svolgono attività organizzate dal Coni o da società affiliate alle Federazioni o agli Enti di promozione sportiva che non siano considerati atleti agonisti devono sottoporsi a un controllo medico annuale effettuato da un medico di medicina generale, un pediatra di libera scelta o un medico dello sport. 
IL CONTROLLO MEDICO SPORTIVO – La visita dovrà prevedere la misurazione della pressione arteriosa e un elettrocardiogramma a riposo. Regole più stringenti sono previste per chi partecipa ad attività ad elevato impegno cardiovascolare come manifestazioni podistiche oltre i 20 km o le gran fondo di ciclismo, nuoto o sci: in questo caso verranno effettuati accertamenti supplementari. 
SPORT E SALUTE – Il decreto prevede anche una attenzione educativa sul tema: i Ministeri della Salute e dello Sport e il Coni promuoveranno annualmente una campagna di comunicazione sullo sport in sicurezza, alla quale potranno collaborare anche le società scientifiche di settore.
fonte:tg1online

Rifondazione in piazza coi sindacati e i lavoratori, contro il governo di Margaret Renzi!

di Roberta Fantozzi e Paolo Ferrero -
Contro le politiche neoliberiste del governo di Margaret Renzi che sta demolendo quel che era rimasto dell’articolo 18, precarizzando definitivamente il lavoro e la vita delle persone, attaccando il welfare, la scuola pubblica, la Costituzione, va costruito un grande movimento di lotta, un autunno caldo! Per questo sosteniamo lo sciopero e le manifestazioni dell’Usb del 24 e saremo in piazza sabato 25 ottobre alla manifestazione nazionale della Cgil ed invitiamo i lavoratori e le lavoratrici a fare altrettanto. Saremo in tante e tanti, ne siamo certi, convinti che Renzi e la sua politica non fanno altro che peggiorare la crisi economica e portare alla barbarie sociale.

Canone addio, dal 2015 arriva un'altra imposta: tutte le famiglie saranno costrette a sborsare tra 35 e 80 euro

Un «contributo», nemmeno più un «canone Rai», più basso per tutti ma dovuto da tutte le famiglie, anche da chi in casa non ha tv, né radio, né internet, e usa solo carta, penna e telefono. Le slide sono già pronte, con le simulazione di quel che entrerà alla Rai, e di quel che pagheranno gli italiani con il nuovo sistema di finanziamento del servizio pubblico messo a punto dal ministero dello Sviluppo economico (Mise), nella persona del sottosegretario Giacomelli. Si attende solo il via libera del premier Renzi (che potrà così annunciare: «Abbassiamo il canone Rai», ben consapevole che si tratta dell'imposta più odiata dagli italiani), e la decisione se farlo passare come decreto legge, sempre che il Quirinale ne riconosca il carattere di urgenza, quella cioè di vararlo entro dicembre, prima che partano i bollettini del «vecchio» canone 2015.
Cosa cambierà? Molto, se non tutto. Intanto le cifre. Il nuovo canone, che il ministero non chiama più così ma «contributo al servizio pubblico radio-tv», sarà molto più basso. Si pensa ad una forbice tra i 35 e gli 80 euro, a seconda delle capacità di spesa dei nuclei famigliari (calcolata sul reddito, ma anche sui consumi e altre variabili). Nessuna famiglia, dunque, nemmeno le più ricche, pagherà più di cento euro per finanziare il servizio pubblico radio-tv, e molte pagheranno parecchio di meno, fino ad un terzo rispetto agli attuali 113,50 euro del canone Rai (mentre si studia un'esenzione per le famiglie con soglie di reddito minime). Fin qui tutte notizie positive.
Ma l'altro aspetto difficilmente farà contenti molti contribuenti, quelli ad esempio che hanno fatto disdetta del canone Rai, quelli che non lo pagano perché non posseggono televisori né apparecchi «atti alla ricezione del servizio radio televisivo» (quasi tutti evasori secondo i calcoli governativi, visto che il 98% delle case, dicono le indagini, ha un tv in casa). Ebbene, anche loro, col nuovo sistema che potrebbe entrare in vigore già dal 2015, dovranno pagare il contributo alla Rai, pensato in verità come contributo generico al servizio pubblico, quindi in teoria e in misura parziale, se si riuscirà, anche alle tv locali.
Si rottama insomma il cardine della vecchia legge sul canone Rai, che vincola l'obbligo del pagamento al reale possesso (tutto da accertare, impresa impossibile di fatto, come lamenta a Mix24 il direttore dell'Agenzia delle entrate Rossella Orlandi) di un televisore in salotto, e trasforma l'obolo in un contributo strutturale delle famiglie al servizio pubblico, un servizio che lo Stato offre e che i contribuenti finanziano. La stessa legge, che si articola in una riforma radicale della Rai, prevede anche che le risorse affidate a Viale Mazzini siano effettivamente usate per svolgere il servizio pubblico, e su questo vigilerà un nuovo organo ad hoc. Scompaiono quindi anche i bollettini di pagamento della Rai, si vocifera che l'importo verrà pagato insieme alle tasse, forse con un F24, di certo Viale Mazzini non seguirà più direttamente la riscossione del tributo (a proposito, che fine faranno i dipendenti della direzione canone Rai?). Le simulazioni del Mise garantiscono un gettito di 1,8 miliardi di euro, quello che entra attualmente alla Rai dal canone, ma recuperando tutta l'attuale evasione, stimata nel 27%. In più si potrà giocare su un extragettito preso dalle lotterie, che però varrà qualche decina di milioni d'euro, non di più. Pagare meno, pagare tutti. I rumors da Viale Mazzini però non trasmettono grande euforia dai vertici Rai. Sia il dg Gubitosi che la presidente Tarantola in ogni occasione ribadiscono che il canone Rai è un'eccezione in Europa perché è il più basso di tutti. Abbassarlo, e di tanto, suscita perplessità. Anche perché nella legge di Stabilità è previsto un prelievo statale del 5% su quel gettito, un'idea partorita dal Tesoro indipendentemente dal Mise. E che sta già terremotando Viale Mazzini. L'assemblea dei giornalisti esprime «grave preoccupazione per il nuovo taglio al servizio pubblico» e prepara una diffida ai vertici Rai per costringerli ad adire le vie legali. Cosa che il consigliere Antonio Verro è già intenzionato a fare: «Nel prossimo Cda chiederò formalmente che i consiglieri si esprimano con un voto sull'opportunità di procedere in sede giudiziaria a tutela del patrimonio aziendale». E come non pensare ai 150 milioni di euro già chiesti dal governo alla Rai. Insomma, il fronte già aperto tra Renzi e la Rai rischia di diventare ancora più caldo. «Una riforma radicale del canone - dice il sottosegretario Giovannelli - che introduca equità e dia certezze e risorse, e che sia vissuta in modo meno negativo dai cittadini». Forse non da tutti.

NELLA NOTTE TRA SABATO 25 E DOMENICA 26 TORNA L'ORA SOLARE. LANCETTE INDIETRO DI 1 ORA

È l’appuntamento fisso dell’ultima domenica di ottobre, il ritorno dell’ora solare. Resterà fino alla fine di marzo, nella notte fra sabato 25 e domenica 26 ottobre, alle 3.00 della notte le lancette dell’orologio si spostano un’ora indietro, diventando magicamente nuovamente le 2.00
Ma che effetto fa sul mostro corpo tale cambio?
Si dorme un’ora di più nella notte fra sabato e domenica. Il cambio è sempre notturno perché è l’orario in cui il cambio crea meno disagi. Le giornate successive invece sembrano più corte, con un’ora di luce in meno la sera. Effettivamente è quanto risulta naturale secondo l’orario astronomico, anche se il corpo manifesta nervosismo col venir meno delle ore di luce naturale.
Il cambio fra ora solare e legale esiste per legge dal 1997 ci sono 7 mesi di ora legale, da aprile a ottobre, e 5 di ora solare, da novembre a marzo. Le date di cambio sono l’ultima domenica di ottobre e l’ultima di marzo.
Quando si torna all’ora legale?
Nella notte fra sabato 28 e domenica 29 marzo.

PUBBLICHIAMO INTEGRALMENTE IL DISPOSITIVO DELLA SENTENZA DEL TAR SICILIA CHE HA RIGETTATO IL RICORSO DI OTTO CANDIDATI AL CONSIGLIO COMUNALE DELLE SCORSE AMMINISTRATIVE 2014 DI MAZARA.

REPUBBLICA ITALIANA

IN NOME DEL POPOLO ITALIANO

Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Sicilia

(Sezione Seconda)

ha pronunciato il presente

DISPOSITIVO DI SENTENZA

sul ricorso numero di registro generale 2003 del 2014, proposto da:

Pietro Marino, Reina Michele, Grillo Valentina, Luppino Domenico, Roselli Patrizia, Colicchia Antonio, Quinci Maria, Sciacca Antonino, rappresentati e difesi dagli avv. Serena Caradonna, Carlo Comande`, con domicilio eletto presso lo studio dell’avv. Carlo Comande` sito in Palermo, via N. Morello N.40;

contro

Comune di Mazara del Vallo , non costituito in giudizio;

Assessorato Regionale delle Autonomie Locali e della Funzione Pubblica, in persona del legale rappresentante pro tempore, rappresentato dall`Avvocatura distrettuale dello Stato di Palermo, domiciliataria per legge con uffici siti in Palermo, via A. De Gasperi 81;

nei confronti di nei confronti di Vito Vassallo, Pietro Ingargiola, Vito Gancitano, Stefania Marascia, rappresentati e difesi dall`avv. Walter Marino, con domicilio eletto presso lostudio dell’avv. Giuseppe Abbagnato sito in Palermo, via Terrasanta N. 7;

Giuseppe Giacalone, rappresentato e difeso dall`avv. Gaetano Armao, presso il cui studio ha eletto domicilio in Palermo, via Noto 12;

Pasqua Spagnolo, Joselita D`Annibale, Antonio Zizzo; Emanuela Alagna, Giuseppe Tumbiolo, rappresentati e difesi dall`avv. Angelo Pizzitola, con domicilio eletto presso lo studio dell’avv Giuseppe Abbagnato sito in Palermo, via Terrasanta N. 7;

Giuseppe Di Gregorio, Giacomo Paolo Caruso, rappresentati e difesi dall`avv. Giovanni Lentini, con domicilio eletto presso lo studio dell’avv. Rosalba Genna sito in Palermo, via Siracusa N. 30;

Silvano Bonanno, Viviana Impiduglia, Tonia Pernice, Luigi Firenze, Rosaria Provenzano, Nicola Norrito, Isidonia Giacalone, rappresentati e difesi dall`avv. Pietro Enzo Gancitano, con domicilio eletto presso lo studio dell’avv. Ugo Pecoraro in Palermo, piazza San Francesco di Paola 47;

Giorgio Randazzo, Vito Fodera`, rappresentati e difesi dall`avv. Andrea Favata, con domicilio eletto presso la Segreteria Tar in Palermo, via Butera, 6;

e nei confronti di Alagna Emanuela, intimata con il ricorso incidentale proposto dal contro interessato Di Gregorio Giuseppe, rappresentata e difesa dall’avv. Angelo Pitizzolla, ed elettivamente domiciliata in Palermo presso lo studio dell’avv. Giuseppe Abbagnato, via Terrasanta n. 7M per l`annullamento

A) quanto al ricorso introduttivo:

-del verbale di proclamazione degli eletti alla carica di consigliere comunale nella parte in atti meglio specificata;

B) quanto al ricorso incidentale subordinato proposto dal controinteressato Di Gregorio Giuseppe:

-del verbale di proclamazione degli eletti nella parte di interesse in ordine aivoti di preferenza dei candidati della lista n.10 avente il contrassegno “Futuristi”, in atti meglio precisato;

Visto il ricorso e i relativi allegati, depositato il 09/07/2013 , notificato in data 17/07/2014 unitamente al D.P. n.454 dell’11/7/2014 di fissazione dell’udienza pubblica di discussione, e quindi depositato in data 23/07/2014;

Visto l`art. 130, co. 7, cod. proc. amm;

Visti gli atti di costituzione in giudizio dell’ Assessorato Regionale delle Autonomie Locali e della Funzione Pubblica e degli altri controinteressati in epigrafe indicati;

Viste le memorie difensive;

Visto il ricorso incidentale proposto da Di Gregorio Giuseppe;

Visti tutti gli atti della causa;

Relatore nell`udienza pubblica del giorno 24 ottobre 2014 il dott. Roberto Valenti e uditi per le parti i difensori C. Comandè e S. Caradonna per i ricorrenti; dell’avv.to dello Stato Stefano Vivacqua; dell’avv.to Marianna Conforto, in sostituzione dell`avv. G. Lentini; dell’avv. A. Finazzo, in sostituzione dell`avv. G. Armao; dell’avv.to Pietro E. Gancitano per Norrito N. e anche in sostituzione dell`avv. A. Pizzitola, W. Marino e A. Favata.;

PER LE RAGIONI CHE SARANNO ESPOSTE IN MOTIVAZIONE

Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Sicilia (Sezione Seconda) definitivamente pronunciando sul ricorso, come in epigrafe proposto, rigetta il ricorso introduttivo, dichiara improcedibile il ricorso incidentale.

Condanna i ricorrenti principali al pagamento delle spese processuali in favore di tutte le parti costituite, che liquida in complessivi € 3000,00 (diconsi Euro tremilaezerocentesimi), pro quota, oltre accessori così come per legge.Dispone che la Segreteria della Sezione, ai sensi dell’art. 130, comma 8, c.p.a., trasmetta copia del presente dispositivo di sentenza al Sindaco del Comune di Mazara del Vallo per gli ulteriori adempimenti ivi previsti e per quelli di cui al comma 11 dello stesso art.130.

Dispone altresì che comunicazione del presente dispositivo sentenza sia trasmessa, ai sensi dell’art.130, comma 8, c.p.a., al Prefetto di Trapani.

Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall`autorità amministrativa Così deciso in Palermo nella camera di consiglio del giorno 24 ottobre 2014 con l`intervento dei magistrati:

Filippo Giamportone, Presidente

Carlo Modica de Mohac, Consigliere

Roberto Valenti, Consigliere, Estensore

L`ESTENSORE IL PRESIDENTE

DEPOSITATO IN SEGRETERIA

Il 24/10/2014

(art. 130, co. 7, cod. proc. amm.)

IL SEGRETARIO

(Art. 89, co. 3, cod. proc. amm.)

Giorgio Napolitano sarà interrogato dai legali di Totò Riina. La svolta nel processo sulla trattativa Stato-Mafia

Il “protocollo Farfalla”, i colloqui investigativi tra 007 e boss in carcere per convincerli a collaborare. La missiva dei carabinieri ai servizi segreti che il 20 giugno 1992 “mettevano in guardia” perché il giudice Borsellino “è a rischio” e poi morì un mese dopo. L’altra missiva, quella di un anno dopo spedita da Milano e da Roma ad organi di informazione per avvisare che “le bombe d’ora in poi colpiranno i vivi e non più i monumenti”. Era il 27 luglio 1993, 24 ore dopo il tritolo esplose nelle basiliche di San Giovanni e San Giorgio al Velabro. E poi, certamente, le minacce rivolte contro di lui, la gestione delle carceri e dei pentiti mentre Giorgio Napolitano era ministro dell’Interno.
Luca Cianferoni, l’avvocato di Totò Riina, sta lasciando l’aula bunker di Palermo. Il presidente della Corte d’Assise Alfredo Montalto gli ha dato ragione. Ha da poco ritenuto “né manifestamente superflua né infondata la nuova prova” e per questo ammette le domande delle difese su temi relativi alla “nuova prova”. Significa che martedì mattina, quando la Corte d’Assise salirà a Roma ed entrerà al Quirinale per sentire come teste il Presidente della Repubblica, non solo Cianferoni ma tutti gli avvocati delle difese (dieci imputati, politici, investigatori e boss di mafia) potranno beneficiare di questo nuovo spazio di manovra.
“Non basterà una giornata” dicono gli avvocati del processo sulla trattativa Stato-Cosa Nostra mentre lasciano l’aula bunker di Palermo. Se finora la tanto attesa e discussa audizione del Presidente della Repubblica - se ne parla dall’estate 2012 - era rimasta nel limbo degli appuntamenti della storia che però non lasciano il segno, la possibilità di fare al Presidente domande dirette “al di fuori dell’ambito in origine fissato e compatibile con le prerogative funzionali del Presidente della Repubblica” (la lettera del luglio 2012 del consigliere giuridico Loris D’Ambrosio, morto un mese dopo stroncato da un infarto, in cui temeva di poter essere stato “strumento di indicibili accordi”) è una svolta, inattesa, che può cambiare prospettiva al processo. Ovviamente, la decisione ultima di rispondere spetta sempre al Presidente della Repubblica “della cui disponibilità la Corte non potrà che prendere atto” scrive Montalto. E’ chiaro che una serie di domande senza risposta alimenterebbero polemiche e speculazioni a non finire.
Il “protocollo Farfalla”, i colloqui investigativi tra 007 e boss in carcere per convincerli a collaborare. La missiva dei carabinieri ai servizi segreti che il 20 giugno 1992 “mettevano in guardia” perché il giudice Borsellino “è a rischio” e poi morì un mese dopo. L’altra missiva, quella di un anno dopo spedita da Milano e da Roma ad organi di informazione per avvisare che “le bombe d’ora in poi colpiranno i vivi e non più i monumenti”. Era il 27 luglio 1993, 24 ore dopo il tritolo esplose nelle basiliche di San Giovanni e San Giorgio al Velabro. E poi, certamente, le minacce rivolte contro di lui, la gestione delle carceri e dei pentiti mentre Giorgio Napolitano era ministro dell’Interno.
Luca Cianferoni, l’avvocato di Totò Riina, sta lasciando l’aula bunker di Palermo. Il presidente della Corte d’Assise Alfredo Montalto gli ha dato ragione. Ha da poco ritenuto “né manifestamente superflua né infondata la nuova prova” e per questo ammette le domande delle difese su temi relativi alla “nuova prova”. Significa che martedì mattina, quando la Corte d’Assise salirà a Roma ed entrerà al Quirinale per sentire come teste il Presidente della Repubblica, non solo Cianferoni ma tutti gli avvocati delle difese (dieci imputati, politici, investigatori e boss di mafia) potranno beneficiare di questo nuovo spazio di manovra.
“Non basterà una giornata” dicono gli avvocati del processo sulla trattativa Stato-Cosa Nostra mentre lasciano l’aula bunker di Palermo. Se finora la tanto attesa e discussa audizione del Presidente della Repubblica - se ne parla dall’estate 2012 - era rimasta nel limbo degli appuntamenti della storia che però non lasciano il segno, la possibilità di fare al Presidente domande dirette “al di fuori dell’ambito in origine fissato e compatibile con le prerogative funzionali del Presidente della Repubblica” (la lettera del luglio 2012 del consigliere giuridico Loris D’Ambrosio, morto un mese dopo stroncato da un infarto, in cui temeva di poter essere stato “strumento di indicibili accordi”) è una svolta, inattesa, che può cambiare prospettiva al processo. Ovviamente, la decisione ultima di rispondere spetta sempre al Presidente della Repubblica “della cui disponibilità la Corte non potrà che prendere atto” scrive Montalto. E’ chiaro che una serie di domande senza risposta alimenterebbero polemiche e speculazioni a non finire.
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Totò Riina












Un vero e proprio assist sotto rete. Quasi un regalo confezionato dall’accusa, la procura di Palermo, all’imputato Totò Riina. E siccome non può essere casuale, la tormentata storia del processo sulla presunta trattativa tra Stato e Cosa Nostra si arricchisce del sospetto che in certi passaggi accusa e difesa – quella dei boss, non certo di politici e investigatori – facciano lo stesso gioco. La procura di Palermo cerca la verità. I boss Riina e Bagarella di evitare l’ennesima condanna. Obiettivi opposti. Raggiunti con lo stesso gioco. Un giorno ci dovremo interrogare anche su questo.
Succede dunque che su richiesta di Cianferoni, legale di Riina, i legali potranno fare domande al Presidente della Repubblica circa il biennio ’93-’94 quando Napolitano era presidente della Camera e Giovanni Spadolini guidava il Senato. Cianferoni s’è mosso dopo che giovedì scorso i pm Di Matteo, Del Ben, Tartaglia e l’aggiunto Teresi (nel ruolo di procuratore reggente) hanno depositato agli atti del processo informative del Sismi in cui nella primavera del 1993 una fonte confidenziale, considerata attendibile, spiegava che nell’agosto, tra il 16 e il 20, ci sarebbe stato un attentato “ad uno grosso, Napolitano o Spadolini, uno vale l’altro”. Una nuova prova è stata quindi tecnicamente ammessa nel fascicolo del processo. E su questa prova sono ammesse domande. Ci sono pochi giorni per organizzare le domande. Sarà un fine settimana di studio per gli avvocati che saranno tutti rigorosamente senza clienti tenuti lontani dall’udienza al Quirinale per motivi di sicurezza. Neppure Cianferoni si aspettava questa opportunità. E ora la vuole giocare perché Riina “ è stato vittima e non certo responsabile dell’eventuale trattativa tra Stato e Cosa Nostra”. La cosiddetta “nuova prova”, ad esempio. E’ una nota disponibile agli atti dell’Antimafia dal 2002 quando la trovò Gabriele Chelazzi, il magistrato fiorentino morto nel 2004 che più di tutti negli anni ha acceso più volte la luce sui mandanti e i misteri delle stragi di mafia. Si tratta di un’informativa del Sismi. “Tra il 16 e il 20 agosto ci sarà un attentato che non sarà portato a monumenti o a teatri ma a persone. A livello grosso. Una strage. Poi si faranno ad uno grosso (inteso come personalità politica). Gli autori sono sempre quelli là (i corleonesi) d’accordo con i grossi (i politici) e i massoni”. La fonte è giudicata attendibile.
La nota ha una data: 29 luglio 1993, all’indomani delle bombe di Roma. Spadolini, che si chiama Giovanni (riferimento alla basilica), è presidente del Senato. Napolitano (Giorgio, come l’altra basilica romana attaccata dal tritolo) è presidente della Camera. Potevano, dovevano, impedire la conversione in legge del 41 bis, il carcere duro per i mafiosi. Non l’hanno fatto. Ecco perché, secondo la fonte del Sismi, sarebbero stati nel mirino. Gli attentati non ci furono. Ma a novembre 1993 l’allora ministro della Giustizia Giovanni Conso decise di non rinnovare 300 decreti di 41 bis. Perché? La politica ha trattato con Cosa Nostra, ha fatto qualche compromesso, per evitare altre bombe? “Di certo Riina non poteva dare ordini di alcuni tipo visto che stava in isolamento da gennaio 1993” mette in fila Cianferoni. Che aggiunge: “Di certo c’era qualcuno che dirigeva, pensava e metteva in giro questa roba, ma non è Riina”.Queste saranno le domande per il presidente Napolitano. Martedì, al Quirinale, dalle 10 in poi. “Ma non basterà una giornata” dicono gli avvocati.

fonte Huffpost

CGIL: MANIFESTAZIONE NAZIONALE A ROMA

“Lavoro, dignità, uguaglianza per cambiare l`Italia”. E` lo slogan della manifestazione nazionale che la Cgil terrà domani a Roma con un corteo, che partirà alle 9 da piazza della Repubblica e Ostiense, a cui prenderanno parte anche i lavoratori, gli studenti, i disoccupati e i pensionati provenienti da tutto il territorio trapanese.

Dalla provincia partiranno con pullman e treni circa 200 manifestanti ma sono anche numerosi coloro che raggiungeranno la Capitale in autonomia. In piazza San Giovanni, dove si terrà il comizio conclusivo della segretaria generale Susanna Camusso, sono attesi centinaia di migliaia di cittadini.

Tra le ragioni alla base della manifestazione la Cgil chiede al Governo di creare lavoro attraverso precise proposte che puntano al cambiamento della politica economica, agli investimenti pubblici e privati, all`abolizione della precarietà del lavoro e ad estendere le tutele a tutti i lavoratori.

“Domani – ha detto il segretario generale della Cgil di Trapani Filippo Cutrona – manifesteremo per chiedere al Governo un cambio radicale della manovra finanziaria che punti allo sviluppo e alla crescita occupazionale con un piano di investimenti per creare nuova occupazione in tutta l`Italia e, in particolare, nel Mezzogiorno che da troppi anni è abbandonato a se stesso”.

L’ufficio stampa

Al via il Memorial Rolando Certa - Festa del Volontariato 2014

MAZARA DEL VALLO - 16 Ottobre 2014. Venerdì 17 ottobre 2014 inizia il Memorial Rolando Certa - Festa del Volontariato 2014. La tre giorni si apre al Museo delle Legalità in Via Giootto, 23 alle ore 11.00 con il primo incontro durante il quale verrà presentata l`aula multimediale finanziata con Carta Etica da Unicredit ed una discussione sul riutilizzo dei beni confiscati ed il ruolo del volontariato.
Nel pomeriggio in Piazza Mokarta alle ore 16,30 si apriranno i gazebo con un Omaggio all`artista mazarese Salvino Catania, di seguito ed altre attività nei gazebo a cura delle associazioni e banco libri a cura di Libridine Editore. Di seguito alle ore 19,00 esibizione di Ju Jitsu della palestra Kim Long Fighiting Ju Jitsu di Stefano Giacalone ed alle ore 21,00 chiusura della prima giornata con un ricco spettacolo di varietà, musica e danza presentato da Gianfranco Campisi. Durante lo spettacolo Omaggio ma Rolando Certa.
F.to Ernesto Certa
Presidente Provinciale MoVI TP - AIpS
Responsabile Cesvop Delegazione DSS n. 53

Mazara. Ammesso a finanziamento il progetto “vivere il presente... costruire il futuro”

Mazara - La Fondazione con il sud ha pubblicato la graduatoria relativo al bando volontariato 2013. Tra i progetti ammessi a finanziamento anche quello della Casa del Volontariato di Mazara denominato "Vivere il presente... costruire il futuro" ad appena quattro mesi dalla stipula del comodato d'uso gratuito della villetta confiscata sita in via Don Primo Mazzolari.
Il bene è stato
concesso al MoVI TP dal Comune di Mazara proprio per la realizzazione del progetto casa del volontariato Mazazara. Quindi al contributo di Unicredit per l'acquisto di attrezzature ora si aggiunge quella della Fondazione con il Sud che in parte servirà per opere di manutenzione ordinaria ed in parta consentirà alle associazioni partner di poter svolgere i propri servizi volontari in favore della comunità locale: anziani, minori, giovani, donne, migranti e disabili così per 24 mesi potranno fruire dei servizi offerti dalle associazioni che fanno riferimento al MoVI TP ed alla Casa del Volontariato. I progettisti sono due: Natalia Quinci dell'Auser Mazara ed Ernesto Certa Presidente Provinciale del MoVI TP.
Ernesto Certa
Presidente MoVI Federazione Provinciale di Trapani

VENTUN ANNI FA L`ASSASSINIO DI PADRE PUGLISI

Me l`aspettavo". Furono queste le ultime parole di Don Pino Puglisi, il "prete buono di Brancaccio" ucciso dalla mafia il 15 settembre del 1993, il giorno del suo 56° compleanno. I sicari lo aspettarono davanti al portone della sua casa, al numero 5 di piazzale Anita Garibaldi, nel quartiere di Brancaccio. Un solo colpo alla nuca per chiudere la bocca per sempre a quel prete che, dopo essere stato per dieci anni parroco di Godrano (piccolo paese del palermitano), nel 1990 era tornato a Palermo, nel suo quartiere d`origine, e aveva cominciato a svolgere il suo lavoro senza tenere conto delle regole di Cosa Nostra. A raccontare gli ultimi istanti della vita di Padre Puglisi è stato proprio il suo assassino, Salvatore Grigoli, oggi collaboratore di giustizia.

Oggi ricorre l`anniversario della morte di padre Puglisi, proclamato Beato, e in cattedrale è pellegrinaggio di fedeli per rendergli omaggio, attraverso l`iniziativa del Centro Padre Nostro e della parrocchia San Gaetano "Un fiore per padre Puglisi". E proprio oggi il presidente del Consiglio Matteo Renzi inaugurerà l`anno scolastico proprio nel quartiere di Brancaccio, nella scuola di padre Pino."per me il 15 settembre significa padre Puglisi - dice Renzi - cioé dedicare lo sforzo educativo a un gigante del nostro tempo".

"Palermo vive il ricordo dell`uccisione di don Pino Puglisi come richiamo ai valori di rispetto della persona umana, di quella legalità dei diritti che si fonda a Brancaccio sulla costruzione di una scuola per i ragazzi e di una chiesa per i fedeli - dice il sindaco Leoluca Orlando - Oggi all`impegno religioso e civile del Beato Pino Puglisi si deve la costruzione realizzata e la realtà viva di una scuola comunale che porta il suo nome e una chiesa con un centro che sorgerà significativamente su un terreno confiscato alla mafia e assegnato dal Comune alla Parrocchia. Resta ancora tanto da fare, ma il martirio del Beato Puglisi ha prodotto il frutto di una presa di consapevolezza dei diritti di cittadinanza, che costituisce ostacolo e contrasto a logiche mafiose".
Secondo Orlando "Brancaccio, nonostante tutto e nonostante tanti, è un riferimento per l`intera città e per la comunità nazionale; perché ricorda a tutti che cambiare èe possibile".

Quella sera d`estate di 21 anni fa, Padre Puglisi non fu colto di sorpresa. Quello che probabilmente invece non si sarebbe immaginato è che quasi venti anni dopo, il 25 maggio 2013, una folla di fedeli avrebbe assistito al Foro Italico Umbero I di Palermo alla sua beatificazione. La sua morte era stata d`esempio, ma non nel modo sperato da Cosa Nostra. nel frattemo su padre Pino sono stati scritti libri, sono stati girati due film e Mario Luzi ha scritto un testo teatrale messo in scena dal Teatro Biondo.

Le inchieste giudiziarie hanno fatto luce sia sui mandanti che sugli esecutori del suo omicidio. Ad ordinarne la morte furono i capimafia di Brancaccio, Filippo e Giuseppe Graviano, arrestati a Milano il 26 gennaio 1994. Giuseppe Graviano venne condannato all`ergastolo il 5 ottobre 1999. Il fratello Filippo, dopo l`assoluzione in primo grado, venne condannato alla stessa pena al termine del processo di appello, il 19 febbraio 2001.

Salvatore Grigoli, colui che materialmente sparò il colpo di pistola che uccise Padre Puglisi, venne arrestato a Palermo il 19 giugno 1997. Poco dopo l`arresto, Grigoli cominciò a collaborare con la giustizia confessando 46 omicidi tra cui quello del parroco. Del commando fecero parte anche Gaspare Spatuzza, Nino Mangano, Cosimo Lo Nigro e Luigi Giacalone, condannati all`ergastolo dalla Corte d`Assise di Palermo.

(Fonte: Repubblica)

MAZARA DEL VALLO, PAOLO AYED, ITALO-TUNISINO. LA PRIMA GUIDA TURISTICA UFFICIALE DELLA CITTÀ

In tutta la provincia di Trapani hano vinto il concorso per l'iscrizione all'Albo regionale delle Guide Turistiche autorizzate solo in 8. A Mazara del Vallo il concorso è stato superato solamente dal dott. Paolo Ayed.
(n.d.r.).

(11 Settembre 2014) “Esprimo le mie più sincere congratulazioni a Paolo Ayed, la prima guida turistica ufficiale di Mazara del Vallo. Paolo non solo incarna lo spirito della nostra Città, ma rappresenta anche uno stimolo per quanti decidono di intraprendere un’attività lavorativa e mettono alla base la passione e l’amore per quello che fanno”.
Lo ha dichiarato il Sindaco della Città, on Nicola Cristaldi nel corso dell’incontro con il dott. Paolo Ayed, prima guida turistica ufficiale della Città di Mazara del Vallo, iscritto all’Albo Regionale delle Guide Turistiche della Regione Sicilia dal Giugno del 2014, lingua straniera francese, sebbene parli e comprenda anche inglese e spagnolo.
Paolo Ayed, di padre tunisino e madre campana, ha da sempre vissuto a Mazara del Vallo dove si è formato scolasticamente. Appassionato di Storia e Letteratura, ha conseguito la Laurea in Storia e Geografia presso l’Università degli Studi di Palermo.
Da anni accompagna turisti per le vie cittadine.
“E’ per me motivo di orgoglio – ha dichiarato Paolo Ayed – essere stato il primo mazarese ad ottenere il patentino di guida turistica per la Sicilia. La nostra è una terra magnifica, ricca di storia e cultura e mi auguro che molti altri vogliano intraprendere questa professione, che consente di incontrare persone provenienti da ogni parte del mondo”.

(Fonte comunicato Comune di Mazara)

MAZARA DEL VALLO. IL MOVI INTERVIENE SULL'IMPOSTA UNICA COMUNALE


IN RELAZIONE ALLA PROPOSTA DI REGOLAMENTO SULL'IMPOSTA UNICA COMUNALE OCCORRE FAR RILEVARE CHE LE ORGANIZZAZIONI DI VOLONTARIATO, PER LORO NATURA E MISSION, NON SONO PROPRIO IN CONDIZIONE DI PAGARE TASSE, IMPOSTE E TARIFFE VARIE. A NOSTRO MODESTO PARERE OCCORREREBBE UN PO' PIU' DI ATTENZIONE A TALE QUESTIONE IN QUANTO LE ASSOCIAZIONI DI VOLONTARIATO SI TROVERANNO NEL PROSSIMO FUTURO A SCEGLIERE TRA L'EROGAZIONE DEI SERVIZI VOLONTARI ALLA COMUNITA' LOCALE ED IL PAGAMENTO DELLA CATASTA DI TASSE E BALZELLI CHE SI STANNO RIVERSANDO NEL TEMPO ANCHE SULLE REALTA' DEL TERZO SETTORE IN GENERE. INDUBBIAMENTE A QUALCUNO POTREBBE SEMBRARE ANCHE ESAGERATO, MA A CHI VIVE NEL MONDO DEL VOLONTARIATO E SPENDE IL PROPRIO TEMPO LIBERE PER GLI ALTRI NON SEMBRA AFFATTO PEREGRINA LA PROPOSTA DI UN ABBATTIMENTO TOTALE DELL'IMPOSTA UNICA COMUNALE. DEL RESTO SIA LA LEGGE 266/91 SULLE ORGANIZZAZIONI DI VOLONTARIATO CHE LA LEGGE 383/2000 SULLE ASSOCIAZIONI DI PROMOZIONE SOCIALE CONTENGONO E CONTEMPLANO TALE EVENIENZA E POSSIBILITA'. ADDIRITTURA LA LEGGE SUL VOLONTARIATO ESONERA QUASI DEL TUTTO LE ODV DA IMPOSTE E CONCESSIONI GOVERNATIVE.
ERNESTO CERTA
PRESIDENTE DEL MOVI FEDERAZIONE PROVINCIALE DI TRAPANI